sabato 29 agosto 2015

LE SCUOLE DI PENSIERO IN PSICOLOGIA

LE SCUOLE DI PENSIERO IN PSICOLOGIA

CULTURA D'ESTATE 81


Oggi ho la necessità di pubblicare due post, per non finire troppo tardi, dato che poi inizia la mia sessione di esami. Se tutto va bene gli ultimi articoli di schegge di ghiaccio vivo, prima di passare definitivamente a letteratura rossa, dovrebbero essere:
29 agosto: cde 81-82
30 agosto: cde 83
31 agosto: cde 84
1 settembre: cde 85
2 settembre: cde 86
3 settembre cde87
4 settembre cde 88
5settembre cde89
6 settembre cde 90!(Che non è un novanta fattoriale, ma è l'ultimo articolo)
Cfr: cde= cultura d'estate

Dunque oggi, subito dopo questo articolo, non perdetevi la mini-guida di economia che vi avevo promesso.

Bene, mi pare di avervi detto tutto, vi lascio all'articolo e... buona lettura!

Nella storia della psicologia si sono avviccendate fiverse scuole di pensiero, ciascuna complementare alle altre. Le più famose sono:

ASSOCIAZIONISMO
Considera le attività mentali come memoria e coscienza

COGNITIVISMO
Pone l'accento sulla dimensione del pensiero

COSTRUTTIVISMO
Le persone costruiscono una visione personale del mondo che le influenza

COMPORTAMENTISMO
Focalizzato sui comportamenti e la possibilità di modificare questi ultimi.

FUNZIONALISMO
Considera funzione e scopo del processi mentali

PSICOANALISI
L'inconscio influenza il comportamento umano

PSICOLOGIA DELLA GESTALT
Si studia la percezione e i sui effetti sul comportamento

RIFLESSOLOGIA
Scuola russa, ragiona con l'interpretazione del riflesso fisiologico

SCUOLA STORICO CULTURALE
In chiave di lettura marxista

STRUTTURALISMO
Considera la mente come una semplice struttura ordinata

TEORIA DEI SISTEMI
Pone l'accento sui sistemi famigliari

UMANESIMO
Si basa sul potere dell'individuo di autorealizzarsi


venerdì 28 agosto 2015

letteraturarossa.altervista.org

letteraturarossa.altervista.org

QUESTO E' IL NUOVO LINK AL SITO. TRA POCHI GIORNI QUESTO BLOG SARA' FERMO E LE PUBBLICAZIONI AVVERRANNO SOLO SU LETTERATURA ROSSA.

Grazie.

LE FIGURE PROFESSIONALI IN PSICOLOGIA

LE FIGURE PROFESSIONALI IN PSICOLOGIA

CULTURA D'ESTATE 80


Siamo arrivati ad un piccolo traguardo, il posto d'estate numero 80. Tra soli dieci numeri avremo finito il nostro progetto. Posso dirmi soddisfatto. Una volta finiti i numeri passerò definitivamente a cultura d'estate. Questo blog rimarrà aperto, semplicemente non pubblicherò più qua.
Dunque, ho visto che quest'estate sono iniziati ad arrivare i primi commenti. Posso essere soddisfatto, vuol dire che le visualizzazioni iniziano ad essere abbastanza. In particolar modo noto che ve ne sono sia di positivi che di negativi. Ben venga!
Come avrete notato nei primi articoli ho copiato qualcosa da wikipedia, ma l'ho ammesso! Era solo per far conoscere quel qualcosa anche a voi, e per riscrivere quel qualcosa tale e quale non mi pareva neppure il caso.
Vi lascio all'articolo di oggi. Sono gli ultimi che non parlino di letteratura, quando passeremo al nuovo blog non ci sarà più spazio per le altre discipline, se non limitatamente al mondo della letteratura.

LE FIGURE PROFESSIONALI, IN BREVE

In psicologia le relative figure professionali si suddividono in:

-PSICHIATRA:
tratta le patologie mentali con approccio medico e può somministrare farmaci;
-PSICOTERAPEUTA:
tratta da un punto di vista psicologico tutte le patologie mentali;
-PSICOLOGO:
applica le proprie conoscenze per lo studio della psicologia umana, nonché la valutazione della personalità e la prevenzione in ambito psicologico;
-DOTTORE IN TECNICHE PSICOLOGICHE:
colui che supporta tecnicamente lo psicologo e organizza i percorsi specifici;
-MEDIATORE FAMILIARE:
lavora con le famiglie nei casi di separazioni e\o divorzi di modo da avere i processi decisionali migliori per tutti;
-PROFESSIONI DEL MIGLIORAMENTO PERSONALE: aiutano a risolvere casi di disagio psicologico, o ancora situazioni in cui qualcuno voglia accrescere le propriee facoltà ed avere un miglioramento personale.

giovedì 27 agosto 2015

http://letteraturarossa.altervista.org/

http://letteraturarossa.altervista.org/

Ricordate che questo è il link al nuovo blog, ancora in aggiornamento

PAURE E CONFLITTI NELL'ETA' DELL'INFANZIA

PAURE E CONFLITTI NELL'INFANZIA
CULTURA D'ESTATE 79

Il libro, scritto da S. Wolff nel 1979, è stato curato da Giovanni Bollea per l'edizione italiana di Armando Editore nella relativa collana medico pedagogica, e si ricollega amolte delle tematiche trattate in pedagogia e in psicologia.
Lo scopo dell'autrice è quello di aiutare tutti coloro che siano vicini all'infanzia, che essi siano genitori, insegnanti, assistenti sociali, pediatri, eccetera, ad identificare i motivi di allarme nei comportamenti dei bambini e ad intervenire nella migliore delle maniere possibili.
Dopo aver parlato degli stati di stress fisico o psicologico, l'autrice propone i fondamenti della terapia psicologica e, in particolare, i metodi adatti a prevenire gravi stati di crisi in bambini sottoposti a tensioni insolite.
Il libro offre un'ampia documentazione sui vari conflitti dei bambini e permette la comprensionee delle reazioni di bambini e genitori.
L'opera si suddivide in tre differenti parti: la prima è relativa allo sviluppo infantile e alla formazione del sintomo: si parla di sviluppo della personalità, che comprende gli sviluppi intellettuali, sociali ed emotivi; l'origine dei sintomi, in base ai disordini del comportamento; i bambini disturbati nella comunità, nonché il fenomeno sempre più diffuso del bullismo.
Nella seconda parte, si prendono in analisi situazioni stressanti e bambini vulnerabili, dunque si parla di malattia e ricovero in ospedale, ma soprattutto di lutto, e quale deve essere, da subito, la comprensione della morte da parte del bambino, nonché le conseguenze della perdita subita.
Si parla anche si illegittimità e di smembramento della famiglia, facendo comprendere la dimensione del problema.
Vi è anche la parte riguardante la famiglia nevrotica, e le difficoltà che possono intercorrere nel legame coniugale; si parla di bambini culturalmente privati, di disturbi costituzionali e malattia mentale nell'infanzia.
Infine, neella terza parte si analizzano le diverse terapie possibili: l'ambiente sociale, il trattamento psicologico dei bambini, e l'aiuto degli adulti che si occupano dei bambini.


mercoledì 26 agosto 2015

L'ALFABETO DELLE EMOZIONI

CULTURA D'ESTATE 78

L'ALFABETO DELLE EMOZIONI


Ecco il mio commento ad un testo che ho recentemente letto, di Paolo Crepet.
In quest'opera, l'alfabeto delle emozioni, l'autore si racconta tramite l'alfabeto: ad ogni lettera affida un titolo, ad esempio: "E come educare".
Il libro propone due passi corrispondenti a due lettere.
Per "E come educare" analizza per l'ennesima volta l'importanza dell'educazione e la gravità che ha la non riuscita applicazione dei corretti principi della stessa, e lo fa analizzando i problemi della nostra società attuale.
In "S come senso della vita" analizza la grande questione esistenziale che tutti gli esseri umani finiscono per porsi: "Qual è il senso della vita?"
Chiederselo, come spesso accade, nel periodo dell'adolescenza è molto pericoloso per il futuro di chi si interroga.
A seconda di quello che lui sta vivendo darà una risposta diversa ala domanda, la qual risposta per lui sarà vera, e questo sta a verificare la mancata univocità di risposte ad un simile ampio quesito.
L'adulto deve accompagnare l'adolescente nel suo percorso, l'adolescente deve lasciarsi accompagnare.

martedì 25 agosto 2015

A BEAUTIFUL MIND

A BEAUTIFUL MIND

CULTURA D'ESTATE 77


Vi chiederete: ma che ci dobbiamo fare con un film che parla di matematica, su un blog di letteratura.
La risposta è molto semplice: la scalata verso il successo, la genialità, è quella. Inoltre oggi vi introdurrò il discorso alle intelligenze, e vedrete che anche lo spazio per la letteratura ci sarà!

Il film di Howard, girato a colori nel 2001 negli USA, rappresenta cosa significa essere intelligenti, facendo comprendere che, a seconda del tipo di intelligenza, questa può portare ad essere infelici, e lo fa attraverso il nostro protagonista, Nash, che in seguito diverrà premio Nobel.
La vicenda è ambientata nel 1947 nell'Università di Priceton. Il giovane è scontroso: è spesso assente e non scambia neppure una parola con i compagni.
Il suo unico amico è Charles, compagno di stanza. L'ossessione che si impossessa di Nash è quella di avere un'idea davvero originale nel campo della matematica.
Riesce nell'intento: a ventidue anni, con la tesi sull'equilibrio, arrivando fin dove non era giunto Smith, il famoso economista.
Nash è ora richiesto come ricercatore.
Sono gli anni della guerra fredda, e lui,  grande mente, finisce per essere impiegato in ambito bellico, una missione segreta consistente nel decifrare messaggi in codice.
Lo stress è tanto e Nash non regge: tutte le belle cose che gli fossero capitate in vita ora apparivano a lui come proiezioni della sua mente.
Gli viene diagnosticata una malattia mentale.
Si possono decifrare i codici, ma non ssempre gli esseri umani, e mai, fino ad ora, si è riuscito a decifrare la vita stessa. Nash, per quanto intelligente, non poteva farcela.
Egli, tuttavia, impara a convivere con la malattia finché non riceve il tanto agognato Nobel per l'economia, nel 1994.
Il discorso legato alla vita di Nash si ricollega con le applicazioni del modello di Gardner studiato in psicologia.
Il modello, infatti, affermava l'esistenza effettiva di diversi tipi di intelligenza, che sono:
1) Linguistico verbale
2) Logico matematica
3) Spaziale
4) Cinestetico corporea
5) Musicale
6) Interpersonale
7) Intrapersonale
8) Naturalistica
9) Esistenziale
Nella vita è importante dar sempre la giusta importanza ad ogni cosa.
Se ciò non viene fatto se ne pagano le conseguenze, come nel caso del nostro protagonista.
Bisogna trovare un equilibrio, certo non facile, ma che possa essere personalizzato per ognuno di noi, per coniugare al meglio questi nove tipi di intelletto.
La personalizzazione, per Nash, è andata storta: un matematico senza una cultura umanistica è pericoloso, e viceversa, stesso discorso per le altre tipologie di intelligenza, le quali non possono essere confuse: non si può analizzare scientificamente il processo di pittura di un quadro impressionista, perché lì sarebbero due: o la scienza lascia soluzioni senza senso, o lascia l'analisi incompleta.
Una persona che confonda le intelligenze avrà una malattia mentale, come Nash, nella nostra cultura comunemente diffusa, nonché nell'immaginario collettivo, una persona che abbia malattie mentali è un pazzo, e a proposito Edgar Allan Poe dice: "Quando un pazzo mostra segni di normalità, credete, è gran tempo di mettergli la camicia di forza.