mercoledì 29 giugno 2016
lunedì 14 marzo 2016
DIMENTICARE LA GIORNATA DELLA MEMORIA
DIMENTICARE
LA GIORNATA DELLA MEMORIA
Scrivo
questo saggio il 20 febbraio 2016, a distanza di meno di un mese
dalla giornata della memoria, ovvero circa il tempo della
dimenticanza.
Tale
ricorrenze sta, lentamente, svanendo nei suoi dettagli
nell'immaginario collettivo, il quale comincia a dimenticarsi ciò
che ci si è proposti di ricordare, e la celebrazione sembra divenire
soltanto una buona norma, per mostrare l'apparente civiltà della
quale abbiamo la fortuna di godere, e la nostra solidarietà verso
persone che hanno sofferto. Sempre in meno infatti sanno perché si
celebri proprio il 27 di gennaio, la giornata della memoria, così
come si vanno perdendo le dinamiche dell'avvenuto.
Questo
è dovuto dall'iterazione annuale della stessa identica procedura di
ricordo: qualche film commemorativo in televisione, qualche annuncio
qua e là, su web e giornali, le discussioni nelle scuole e nei
centri di cultura. La persona, dunque, di anno in anno comincia a
ricordare con sempre minore entusiasmo quello che loro non hanno mai
vissuto, mentre vedono passare in rassegna le notizie delle guerre
attuali, quelle più evidenti, quelle che rischiano di coinvolgere la
nostra parte di mondo, insomma, le tematiche della Quarta guerra
mondiale che ora sembrerebbe infuriare inesorabilmente nei più
disparati paesi del nostro globo.
L'informazione,
tuttavia, non pare avere molta considerazione di quel che accade
oggi, preferendo le notizie di gossip, così da fare scordare i veri
problemi che affliggono il nostro pianeta, giudicati dall'opinione
pubblica, a quanto pare, tristi e ripetitivi, che oramai “non fanno
più notizia”. Si dia tuttavia il caso che nei paesi interessati
tutto ciò faccia ancora notizia, e scuota ancora gli animi delle
persone che continuano a morire, o che vedono morire i loro cari
soltanto guardandosi attorno. E' il caso della guerra in Siria, o le
guerre di post-colonialismo, come quella in Congo, che sfrutta i
minori e sottopaga i lavoratori adulti per l'estrazione di coltan,
necessario a produrre i cellulari, e quandi a mantenere viva
un'economia capitalistica sulla quale si basa il mondo. E in
occidente, semplicemente, tali tematiche tendono ad essere ignorate
in favore di notizie più leggere, di modo da fare filtrare solamente
qualche piccola informazione secondaria, che mai e poi mai rende
l'idea del problema, e i giornalisti obbediscono alla tendenza. Ciò
che più colpisce è quanto il genere umano sembri non essere più
progredito dai tempi dei latini ad oggi: già Terenzio, ne “Il
punitore di se stesso” affermava il tema dell'humanitas, quella che
oggi traduciamo con umanità, quel sentimento che ci pare il più
bello possibile, ma che in origine ha questo significato:”Nulla di
tutto ciò che appartiene al genere umano può essere considerato
estraneo a me”. Affermare di essere “umani”, dunque, fa sì che
l'individuo si prenda una responsabilità enorme: non ignorare i
problemi, ma affrontarli, e costantemente passare del tempo a
discuterne.
Come
ogni periodo storico- e già lo affermava Karl Marx- non si può fare
a meno di avere una lotta di classe. La lotta della nostra epoca pare
non essere ancora iniziata, ma essere poco distante dal farlo: la
rivoluzione del Terzo Mondo, con la resa di coscienza dei singoli,
pare sempre più reale ed attuale. Tra molto tempo, forse, ci
apparirà naturale capire di chi è la cosiddetta “ragione”, chi
ha commesso crimini nei confronti dell'umanità, chi deve essere
punito, e chi deve godere di una buona dose di meritocrazia per un
po' di tempo, come se questo potesse restituire i torti subiti,
invece di aprire nuove voragini, come effettivamente fa.
Una
piccola lotta di classe come quella instaurata dal regime di Hitler e
che vedeva minacciate le minoranze di ogni genere e specie- ebrei,
omosessuali, testimoni di Geova, etc.- ora ha creato la sua ondata di
meritocrazia, in particolare nei confronti delle persone di
confessione ebrea. Queste persone, oramai nei nostri giorni quasi
totalmente estranee alla seconda gguerra mondiale in quanto non
l'hanno vissuta sulla loro pelle, hanno instaurato un certo
perbenismo che è loro dovuto: ormai fascista è ritenuto un insulto,
così pure un'accusa di antisemitismo può screditare un individuo.
Quest'ondata
di solidarietà ha fatto sì che gli ebrei, reduci della guerra,
ottenessero una porzione di terra, inizialmente piccola, in Medio
Oriente, letteralmente sottraendola a paesi preesistenti, come a
volere vendicare un torto storico, una questione chiusa brutalmente
resuscitata, per trarne ancora tutto quanto quello che si può trarre
per un'attuale presenza tranquilla- per coloro che invadono le terre-
prima di scatenare- ma ci vorrà un po' di tempo- un altro conflitto.
Questo è il caso della questione palestinese: Israele nel tempo con
le tacite intese e gli accordi impliciti tenuti con l'occidente, ha
iniziato ad espandersi e a conquistare i territori limitrofi,
sottomettendo tutti quanti si opponessero o si trovassero, per
decreto della sorte, in mezzo alle loro strade. Tutto questo come a
volere vendicare i mali subiti, ancora in frustrazione dalla Seconda
guerra mondiale.
Ricordiamolo:
sono state attaccate persone e civiltà che avevano solo la colpa di
esistere e di trovarsi in quel dato luogo geografico, e sono state
attaccate proprio da un'ondata di odio e rabbia.
Grazie
alla giornata della memoria, anche questa questione può essere messa
a tacere, ancora per un po' di tempo, come a volere risparmiare tempo
quando in realtà non ce n'è più.
Ricapitoliamo:
la giornata della memoria, per quanto si era posta di fare ha
fallito: ha avuto esattamente l'effetto contrario, facendo ridurre la
coscienza collettiva ad un mero perbenismo, perdendo conoscenza
storica, e distoglie l'attenzione dai conflitti attuali, che sono
incentivati dalla meritocrazia della parte lesa.
Un
modo per rendere più sensata questa giornata, può essere quello di
estendere la rimembranza a tutti i conflitti, anche attuali, e a
tutti gli stermini, celebrando ogni anno un avvenimento diverso del
quale l'umanità si deve vergognare e deve prenderne le distanze,
accrescendo anche le conoscenze di storia dei singoli abitanti.
Sembra
inutile ricordare che noi tutti dobbiamo inchinarci ai valori della
resistenza, “ogni paese ha la sua rivoluzione”, afferma
Celentano, in quanto questo è stato l'ultimo grave conflitto che ha
visto contrapposte le potenze mondiali, e anche il numero di morti è
stato piuttosto elevato, eppure, con tali metodologie per la
rimembranza la nuova generazione è sempre più accusata di
nichilismo, e forse la colpa non è tutta di quest'ultima.
Non
sempre, dunque è utile, prendere un solo evento a simboleggiarne
altri: è come voler sfamare l'Africa intera con un pacchetto di
biscotti simbolico, rifiutandosi di insegnare agli africani come si
fabbricano i biscotti e dove prendere il materiale necessario.
Nella
giornata stessa della memoria, quest'anno, nel mondo infuriavano
molte guerre differenti con dinamiche pressoché sconosciute alla
nostra civiltà, mancanza che rende incomprensibile al mondo
l'attuale odio verso l'occidente che ha formato, ad esempio di DAESH,
o Boko Haram, tutte organizzazioni che mietono vittime ancora lontano
da noi, eppure ci pare eclatante la singola strage avvenuta in
Europa, come se esistessero morti di serie A e altri di serie B(E
probabilmente si arriverebbe con facilità anche alla Z).
Un
evento, che dunque doveva essere utile a non fare ripetere
all'umanità l'errore della guerra e degli stermini pare essere stato
completamente ignorato da coloro che detengono il potere, e che non
riescono a capire che stanno imprimendo cicatrici sulla pelle degli
altri.
Se,
un giorno, il mondo e la storia avranno tempo, spero potranno anche
occuparsi dei conflitti attuali, e, se una risoluzione dei conflitti
sembra ad ora lontana e utopica, è perché non si può riflettere ed
accordarsi ad un signolo tavolino per il mondo intero, e i troppi
errori storici hanno creato un malcontento ad oggi difficilmente
curabile, e una semplice maniera per aiutare potrebbe essere un
“cessate il fuoco”, così che si possa discutere senza essere
assordati dal rumore delle bombe, che rende l'altra parte una voce
inascoltabile, sopraffatta dall'ennesimo boato che vuole creare nuovi
sordi che non voglion sentire.
Anche
a coloro che ritengono impossibile una risoluzione lampo ai conflitti
dico: se fosse facile probabilmente sarebbe stato fatto, e anche
qualcosa fosse impossibile, vorrei solo vedere il mondo intero che
prova a farcela, poiché io mi vergognerei di non avere neppure
tentato.
“E
io tante volte ho pensato che un uomo va trattato come un uomo e non
come una bestia e trattare un uomo come un uomo vuol dire farlo star
pulito, in una casa pulita, mostrare simpatia e considerazione per
lui e soprattutto dargli delle speranze per l'avvenire. Se questo non
si fa, l'uomo, che è capace di tutto, non ci mette niente a
diventare una bestia, e allora si comporta come una bestia ed è
inutile chiedergli di comportarsi come un uomo dal momento che si è
voluto che fosse bestia e non uomo.”
A.
MORAVIA- La ciociara
“Restiamo
Umani”
R.
Follereau
venerdì 4 marzo 2016
LE OLIMPIADI
Pubblico qua di seguito un mio breve saggio inedito, poiché tutti possano fruirne per informazione personale. Parlo delle olimpiadi che presto si svolgeranno in Brasile, e dei cui problemi, troppo spesso, si tace. Buona lettura.
OLIMPIADI DEL
BRASILE 2016

Davide Fassola
INTRODUZIONE
Scrivo questo saggio breve dopo una
fase di documentazione su quanto di seguito verrà trattato. Mi
esprimo: non sono un esperto in materia, e forse qualcuno potrebbe
dire ben più di me, tuttavia voglio comunque esprimere la mia, in
quanto ritengo che anche le poche informazioni di cui io sono in
possesso, se recepite, possano incidere, o addirittura far scaturire
l'interessamento della vicenda per avere ulteriori informazioni.
Decido di scrivere il presente saggio
dopo avere sentito, al giornale radio, un servizio-inchiesta sugli
sviluppi per le prossime olimpiadi, che si svolgeranno in Brasile,
2016.
Mi stupisce non sentirne parlare un
giornalista, ma sentirne parlare ad un giornale radio, ove da certi
problemi spesso si preferisce astenersi: si vuole fare credere che i
problemi siano altri.
Ci sono tante voci soffocate nel nostro
paese; voci a cui in pochi danno credito, e difficilmente riescono ad
emergere, dato lo svantaggio creato dalla mancanza di diffusione da
parte di coloro che hanno il potere effettivo, appunto, di
diffondere.
Forse non abbiamo mai tempo, credo, di
pensare. Dico, proprio, di fermarci e pensare, pensare a qualcosa che
non sia obbligatorio pensare e a qualcosa che non siamo portati a
pensare. A porci in altre realtà, come ad esempio, dato il tema
trattato odierno, il Brasile.
Oggi propongo a tutti voi, almeno per
una volta, per la durata di un breve documento, di modo che tutti
possano avere il tempo e la voglia(Oltre che la possibilità) di
leggerlo e di rifletterci su, nonché di diffondere il pensiero e le
informazioni, poiché questo è il fine ultimo di quanto scrivo e, se
anche una sola persona diffondesse anche una sola informazione,
questo documento non sarà stato scritto invano.
Una prima possibilità di riflessione
che mi sembra opportuno proporre ora è quella delle subculture. La
situazione, spesso, non è mai così semplice come la si crede. Non è
in una giornata che si diventa scienziati, allo stesso modo, non è
in pochi minuti che si apprende la realtà. E forse, anche vivendo in
una realtà, se non ben esplorata, non la riusciremo mai a vedere
così come è.
Si prenda ad esempio la nostra cultura
occidentale, o ancora più nello specifico, quella italiana.
All'interno di questa vi troveremo molte subculture. Correnti che non
seguono, che sono distaccati, da quella principale, che è la cultura
dominante. Certe personalità sono spinti per natura o per indole ad
una diversa corrente rispetto a quella più diffusa, o per motivi
famigliari, o economici, e chi più ne ha più ne metta.
Allo stesso modo nascono anche le
subculture che vanno controcorrente; ovvero quelle culture che
arrivano a un incontro-scontro(In cui incontro è inteso nell'ambito
spazio-temporale e scontro è inteso sul campo ideologico-culturale).
Quando ciò accade, è comodo per la cultura dominante occultare le
altre minori, che continuano tuttavia a scorrere inesorabilmente.
Scrive Karl Marx: “La storia è una
storia di lotte di classe”. Cosa intendeva costui? La risposta è
da ricercarsi nel termine lotte di classe, e nella storia stessa. Si
pensi ai romani, e allo continuo scontro dei patrizi contro i plebei,
o ancora alla rivoluzione francese e ai disagi del cosiddetto Terzo
Stato, mentre i “ricchi” continuavano a condurre una vita di
eccessi e di privilegi.
Dunque, continua a spiegare Marx,
quando le classi si scontrano, si possono avere due risultati: o una
rivoluzione, o una sconfitta da parte di entrambe le parti.
Ultimamente, nel mondo, stiamo vedendo
molti tentativi rivoluzionari, lo scontro tra le lotte di classe è
ora più aperto che mai. Fino ad ora, nei tempi recenti, non abbiamo
notizia di grandi rivoluzioni, il massimo che abbiamo potuto vedere
sono state le primavere arabe, che tuttavia non sempre hanno avuto
successo, come nei casi della Libia e della Siria.
Attenzione, tuttavia, un avvertimento a
tutti conosciuto, a tutti insegnato, molto banale, ma scomodo, e
perciò si tende a dimenticarlo: non si scherza col fuoco. Certo,
siamo portati a farlo, ma va compreso: abbiamo visto la Guerra
Fredda, abbiamo visto la minaccia nucleare. Il mondo intero è
un'enorme polveriera, anzi ora azzarderei dire un grande reattore,
dati gli sviluppi sull'atomica, posseduta ormai da un gran numero di
stati, tutti di grande rilevanza. Il mondo è sempre in costante
rischio di una Grande Guerra Mondiale.
Pensate, comunque, quanto è dannosa
una guerra anche per un solo paese. Si pensi all'Iran degli anni '70,
e si pensi all'Iran di oggi: quante cose possono accadere in poco più
di quaranta anni! Quanti danni possono essere fatti in tempi così
brevi!
Il tempo stringe, delle regioni son
sempre più soggette a continui spasmi, la storia è dinamica, mai si
è fermata, è bene prenderne atto perché in caso contrario si
cadrebbe in una disastrosa visione utopica, la quale fodererebbe
inesorabilmente i nostri occhi.
Come ora può scoppiare il Brasile(E
l'ultima volta risale solo al 2014, quando per attrezzarsi per i
mondiali di calcio si è creata un'enorme tensione nel popolo),
domani chissà, se il malcontento continua a salire, e se
continuamente paesi son soggetti a rivoluzioni.
Buona lettura.
BRASILE 2016
Correva
l'anno 2016... pardon, scusatemi, deve ancora correre, si è ancora
in tempo per cambiare le cose: il presente non è altro che il
passato che mangia il futuro, come dice Murakami, e come io cerco di
prenderne atto.
Siamo in
Brasile, già oggi. Siamo consapevoli che i bambini che vivono in
strada in maniera permanente sono sette milioni, mentre quelli che
comunque occupano le strade per lunghi e continui tempi sono più di
trenta milioni, e lo scrivo in cifre così che il numero sia ancora
più chiaro:
30 000 000,
ovvero ben più della metà degli abitanti dell'intera Italia.
Il destino
non ha regalato un'ottima situazione a questi ragazzi, esposti, data
la loro collocazione, continuamente ai problemi della droga e
dell'alcol, ben diffusi in città come Rio De Janeiro e San Paulo, le
cui favelas sono distese infinite, perlomeno alla vista, di persone.
Come se non
bastasse a tutti i problemi che ha la popolazione di per sé si
aggiungono le Olimpiadi 2016, per le quali è stato già avviato un
programma di “pulizia” delle strade, dai cosiddeddi “meninos”,
i bambini. Lo so, ho utilizzato un termine orribile: “pulizia”,
ma di certo non sono stato io ad inventarlo.
L'eliminazione
degli infanti è e sarà portata avanti dalle forze di polizia.
Tutt'ora si
stima che da dieci anni fa a questa parte la media di omicidio di
bambini in Brasile sia di quattro morti al giorno. Avere una stima
del genere è molto difficile, come è difficile averne una più
veritiera di questa in quanto non sempre si hanno testimoni(E
soprattutto non sempre si ha il tempo di ascoltarli). Le circostanze,
inoltre, non sono mai del tutto certe: a volte è complicato
distinguere gli adolescenti che sono veramente potenzialmente
pericolosi, da quelli che non lo sono, data la gran quantità nelle
strade di persone, anche di giovane età, che non si reggono in piedi
data la quantità di stupefacenti che hanno assunto.
Certo,
questo è un conto, vi saranno delle persone pericolose, magari anche
giovani, ma quando si sente dire che la polizia brasiliana ha ucciso
nel ssolo 2014 più di 58 000 persone, un po' ci si stupisce, anche
confrontando con i dati del 2013, in cui sono state uccise circa 55
000 persone. Abbiamo idea di quante siano realmente più di 3 000
persone, o questi numeri rimarranno solamente numeri, privi di un
volto e di una personalità destinata ad annullarsi e a cader
dimenticata, come non fosse mai esistita, come forse sarebbe stato
meglio che fosse?
Ma non
voglio insistere sui numeri e sulla vostra umanità, che di sicuro,
se siete arrivati a leggere fino a qua, esiste, voglio tuttavia far
comprendere che non potranno mai essere giustificati, per ragione del
mondo alcuna, tutti gli abusi sulle bambine o sulle varie torture
imposte dalla polizia. Quelle non possono avere un senso, è
impossibile che siano avvenute per “legittima difesa”,
impossibile.
Lo stato è
rimasto a guardare, d'altronde l'ha già fatto in diversi casi. Devo
citarne alcuni? Quella del carcere di Carandiru, nel 1992, le cui
testimonianze fanno ancora rabbrividire tutt'oggi, o la notte della
Candelaria, o ancora le squadre della morte che hanno agito il 31
marzo 2005 e il 22 giugno dello stesso anno.
Ora la
situazione è denunciata da paesi lontani, e il Brasile, per
difendersi, ha imposto delle sanzioni per la polizia che abusi del
proprio potere: il senato brasiliano ha
approvato la legge che classifica la tortura come un crimine grave, e
come tale la punisce con pene detentive da due e 8 anni, 16 anni in
caso di morte della persona maltrattata.
Ma cosa sono sedici anni per la morte di una persona?
Che risposte
sono? Di sicuro queste sono troppo deboli.
La
giornalista Rosanna Turri su Fuoco Vivo scrive la seguente
testimonianza: Una
ragazza di Copacabana chiamata Paulina mi raccontava: "Devo
andare via, mio figlio mi aspetta". "E quanti anni ha tuo
figlio?", chiesi io, "sette lui, mentre io ne ho già
sedici!'l, rispose lei. "Non è possibile", esclamai. Lei
mi rispose "Tu non capisci, lui è mio figlio di strada, lui è
piccolo, io lo custodisco, lo difendo, lo curo, mi interesso a lui.
Io ho il mio uomo, non siamo sposati, ma è lo stesso il mio uomo.
Lui
va a rubare per me, mi dà da mangiare, mi dà la roba, mi protegge".
A
volte, senza leggere testimonianze, o essere in diretto contatto con
il problema, non ci rendiamo veramente conto di quel che possa
significare un numero, un dato, un'informazione.
I
dati di cui ci siamo resi conto ora sono destinati ad aumentare
drasticamente, col nuovo programma di pulizia delle rio, delle
strade.
Inoltre
l'80% delle scomparse di persone sono di ragazzi dai 14 ai 29 anni,
un altro dato di quelle persone che non si aggiungono ai morti e
neppure ai vivi, ma che rimangono sospesi chissà dove, scomparsi, e
spesso di loro, non si avrà più notizia.
Per
chi volesse cimentarsi a fare il detective youtube e più in generale
il web è zeppo di video di omicidi e maltrattamenti, nonché di
storie inascoltate, alternate a poche testimonianze, tenute il più
possibile nascoste poiché appartenenti alle subculture, che in
questi casi intralciano il cammino della popolazione più sviluppata,
dell'”Ordem e progresso” che si legge sulla bella bandiera
brasiliana. I poveri abitanti delle rio sono la feccia, sono
l'intralcio verso un Brasile sviluppato e slanciato a dare un'ottima
impressione alle prossime olimpiadi al resto del mondo, soffocando
una realtà, che seppur silenziosa, continuerà ad esistere.
L'invito
è quello di rimanere umani. Alla domanda: “Cosa possiamo fare,
noi, a livello pratico?” la mia risposta è: non lo so, ma di
certo, evitando di dare share alle prossime trasmissioni delle
olimpiadi si sarà un'idea di una tendenza invertita, e quando i
guadagni sono pochi, anche i potenti iniziano a porsi qualche
domanda. Il nostro comportamento, la nostra attenzione, è la cosa
che fa più paura a coloro che gestiscono il potere su questo
pianeta, e siamo proprio noi ad alimentare di legna il camino, che,
in caso contrario, finirebbe per spegnersi.
Siete
ancora sicuri di voler seguire le olimpiadi del 2016?
sabato 20 febbraio 2016
MORTE DI UMBERTO ECO
MORTE DI UMBERTO ECO
Nella notte tra il 19 e il 20 febbraio 2016 l'Italia ha perso un grandissimo scrittore, un illustre semiologo e un magnifico filosofo in una volta sola, con la morte di Umberto Eco, avvenuta all'età di 84 anni, nella sua abitazione di Alessandria.
Lo annunciano i parenti e gli articoli su "La repubblica", quotidiano con cui Eco ha spesso collaborato. Pubblicò l'ultimo romanzo nel 2015, e stava lavorando ad un nuovo romanzo, che sarà comunque pubblicato prossimamente. L'ultima apparizione pubblica ad Alessandria, in settembre.
O capitano, capitano, mio capitano
Lo scrittore era recentemente diventato capitano de "La nave di Teseo", in collaborazione con Elisabetta Sgarbi, per contrastare l'enorme fenomeno Mondadori-Rizzoli-Mondarizzoli, come li chiamava Umberto-, dunque una morte inaspettata, come quelle che colgono i protagonisti dei suoi romanzi. Tra i suoi lavori di narrativa più famosi troviamo "Il nome della rosa", titolo odiato da Eco, che lo definì il suo peggiore lavoro, ma quello che attirò di più l'attenzione del pubblico. Scrisse anche "Il pendolo di Foucault" e continuò a tenere conferenze fino a pochi mesi fa.
Lo strano caso di Harper Lee
Ricordiamo anche la morte della scrittrice americana Harper Lee, autrice de "Il buio oltre la siepe". Pubblicò l'ultimo romanzo poco tempo fa, affermando di avere ritrovato il manoscritto pensando di averlo perso per sempre(Lo scrisse molti anni fa). Ed ora è morta, a soli poche settimane dalla pubblicazione.
Accade nella storia della letteratura che avvengano sincronie, qualcuno ha parlato di transmigrazione di anime, o semplicemente casualità, come è una casualità quella di questa notte: due grandi scrittori morti a poche ore di distanza l'uno dell'altra, il primo a 84 anni e l'altra ad 89, lontani di casa, ma vicini di lavoro.
Un nobel a portata di mano
Il grande scrittore italiano avrebbe-probabilmente- presto riportato lustro alla letteratura italiana, che pure non vede un nobel per la letteratura dal 1997(Dario Fo), invece non ne ha avuto tempo. Chissà, magari era d'accordo con Sartre, lo scrittore francese-l'unico ad avere rifiutato il premio- il quale affermava che l'operato di uno scrittore può essere giudicato solo dopo la sua morte. Ora nel mondo tutti sentiranno la mancanza della visione del mondo(La "visio mondi") di Eco, che vendette più di 14 milioni di copie dei suoi libri nel mondo.
Umberto, il tuo nome farà Eco
Quando scrittori del calibro di Eco muoiono, l'oblio non è inevitabile. Se io ora dicessi Manzoni, Alighieri, Petrarca, sono tutte persone vissute centinaia di anni fa, che fanno durare il loro nome nel tempo. E più dura, più li onora, questi geniali autori che hanno dedicato la loro esistenza a lasciare opere che finiranno nella storia e sui banchi di scuola di ogni studente nel mondo. In tanti hanno avuto successo solo dopo la morte; nel caso di Umberto solo il tempo sottrarrà ogni dubbio, per questo scrittore che è divenuto famoso in vita, ma forse non quanto avrebbe effettivamente meritato. Il suo nome farà Eco e darà indicazione ai tanti aspiranti semiologi, filosofi e romanzieri dispersi nella grotta del loro lavoro.
martedì 19 gennaio 2016
lunedì 7 settembre 2015
IL SEGRETO
IL SEGRETO: SULL'ETICA
CULTURA D'ESTATE 90
SULL'ETICA
Il mondo va
degenerando, e questo è appurato.
Non
scriverò, in quanto segue, una semplice critica, ce ne sono già
troppe, se ne sentono a bizzeffe e non si legge d'altro sui giornali:
che noia! Anche se mi pare di vedere molte persone che, leggendo, non
si stufano mai delle stesse tematiche, o di guardare sei volte al
giorno il telegiornale.
Io non
voglio però la solita minestra riscaldata, quindi oggi vi dirò di
come poter ovviare a vari problemi, pur rimanendo nella mia
ignoranza: sia chiaro, non ho nulla di più del giornalista che
propone il solito articolo(Anzi, forse ho di meno), semplicemente
penso che quanto segue, nella mia mancata modestia, possa essere
utile anche ad una sola persona che non vi abbia pensato.
Sulla prima
affermazione già molti mi potranno criticare e affermeranno che il
mondo non sta affatto degenerando. Dipende dai punti di vista. Ci
sono gli eterni ottimisti, e c'è chi ormai si è convinto della
propria visione pessimistica, credendosi realista, e che
difficilmente riesce a cambiare idea(Per Dio! Spero di riuscirci!).
Ma cosa
significa veramente degenerazione? Sto parlando a vanvera o con
cognizione di causa?
Pensiamo
alla nostra cultura. In primis a quella mondiale, ma dato che
ultimamente si pensa molto ai problemi del Bel Paese, parliamo
proprio dell'Italia. Orsù, chi mi potrà negare tutti gli artisti
che abbiamo avuto? Gli scienziati, gli scrittori, la storia che
abbiamo scritto, le grandi civiltà che abbiamo ospitati. Ci siamo
visti passare davanti il mondo! E non è poco!
Le persone,
fino alla Belle Epoque italiana, che ha seguito di qualche decina di
anni quella francese di fine Milleottocento, pensavano soltanto a
mangiare e a sopravvivere, un po' come le altre specie animali, un
mero istinto di sopravvivenza, o, come direbbe De André: “Delle
specie di cinghiali laureati in matematica pura”.
Dopo la
Belle Epoque, invece, l'importanza, oltre al lavoro, viene attribuita
al tempo libero, utilizzato per divertirsi: nascono così le prime
attrazioni(D'altronde, se ci pensiamo, è proprio in quegli anni che
i fratelli Lumiere lavorano al cinema).
Oggi vediamo
un buon 50% delle persone per la strada “attaccati” al cellulare.
Non voglio discutere troppo: sarà per lavoro spesso, quella
telefonata, ma non penso che proprio tutte lo siano. E i piaceri sono
certo importanti, ma cavoli, un po' di equilibrio, almeno quando si
cammina per la strada!
Gli elementi
di cultura stanno diventando sempre più di nicchia. Pensiamo ai
pienoni per ogni spettacolo teatrale, all'importanza della critica
del pubblico e agli applausi: ora vi sono molte meno rappresentazioni
e tanti altri elementi di cultura sono così: ormai rimasti puramente
rappresentativi, perché la cultura ormai è altra.
Molti
potranno obiettare che questa è soltanto evoluzione, che nel corso
della storia è continua, ma come possiamo mettere a confronto il
tempo passato a giocare a Ruzzle e quello passato a vedere il
Nabucco?
Come
possiamo pensare che in Italia vi siano quasi più scrittori che
lettori?
Come
possiamo pensare, infine, che ai telegiornali invece di parlare delle
grandi guerre che affliggono i nostri giorno del NOSTRO mondo,
parlano invece del piatto preferito di Justin Bieber?
L'opinione
pubblica, ormai, è fortemente incentrata sui vari delitti: Jara,
Chiara Poggi, Avetrana, sono oggi termini molto più conosciuti di
Baudelaire, di Shakespeare, di Baratono, e che possiamo farci, noi?
La risposta
da dare non è certo facile, ed esporla in un saggio breve di poche
pagine pensando che sia completa non è certo opportuno, ma posso
fornirvi alcune linee di pensiero su cui lascirvi avviare la vostra
riflessione(D'altronde non tutti concorderebbero con la mia visione,
ma vi sono fatti che son lì, son quelli, e non si può fare nulla
per modificarli, perché su un albero c'è non si può dire che non
sia presente).
Si potrebbe
anche pensare che “Non è un mio problema”. Ma come? Ed è un tuo
problema occuparti di quanto pesa il nuovo canarino di Paris Hilton?
La risposta
potrebbe essere: “Sono informazioni che mi fanno piacere. Lavoro
tutto il giorno e non voglio pensare alla biochimica, quando torno a
casa”.
Benissimo,
ognuno la pensa alla sua maniera. Sei liberissimo si sapere quanto
pesa questo benedetto celebre canarino, ma devi essere a conoscenza
dei problemi più grandi del nostro mondo!
Perché se
il popolo è ignorante il sovrano può fare tutto quello che vuole!
Questo non
significa dovere andare a teatro tutte le sere e neppure una volta
rimanere a casa a vedere “Paperissima sprint”, significa avere
quanto meno una visione d'insieme, significa avere un pensiero
critico e sapere giudicare un dato operato.
Perché noi
siamo gli elettori di questo paese. Dovremmo essere un minimo
informati sul pensiero di chi votiamo, o ci piace solamente il suo
cartellone elettorale? D'altronde oggi i politici spendono di più
per il cartello elettorale(E per le tecniche di persuasione che
dovrebbero agire in chi lo guarda, studiate da figure apposite),
invece che diffondere la propria linea di pensiero.
Molti, oggi,
pensano che i fatti siano molto più importanti dei pensieri. In una
società sana come da modello aristotelico questo discorso non ha
senso, perché se ad ogni azione corrisponde una reazione, questa
corrisponderà anche ad un pensiero, perché anche quella è
un'azione, e noi dobbiamo capire dalla maniera di parlare e di
divulgare le proprie opinioni da parte di un politico, se quello
andrà dritto ai fatti o continuerà ad arringare.
In somma,
come ci dice il signor George Orwell: “Occorre un grande sforzo per
vedere quanto abbiamo sotto il naso”, ed è proprio vero. E per
vedere tutto, e dico proprio tutto, anche ciò che è invisibile
all'occhio, occorre avere un pensiero critico che, negli ultimi
tempi, si sta parecchio perdendo a discapito della cultura che ci
caratterizza e che ora sembra uniformarci al modello importato
americano(Ora non voglio criticarlo, ma sicuramente ve ne sono di più
ricchi, e se ci pensate anche loro fanno autocritica: all'EXPO 2015
il loro tunnel finisce in un Mc Donald's e non ci credo che loro si
siano voluti vantare di quella cultura infetta).
Abbiamo il
diritto di pensarla come vogliamo, ma bisogna prima di tutto
conoscere. E quando tutti gli abitanti di questo mondo conosceranno,
ho idea che le cose funzionerebbero in maniera molto diversa(Molto
migliore), e questo sottolinea che l'unico male del mondo è proprio
l'ignoranza.
Insomma,
restiamo umani.
TRADURRE IL LATINO
TRADURRE IL LATINO
CULTURA D'ESTATE 89 BIS
Carissimi, questa è l'ultima volta che ci parliamo a tu per tu su questo blog(Perlomeno suppongo, poi non si sa mai).
Ringrazio chi mi ha voluto lasciare il suo sostegno nei commenti,e ringrazio anche quei lettori silenziosi che, dalle statistiche, so che ci sono stati, sebbene in numero limitato.
Quest'estate ho avuto occasione di arricchirmi anche io, e se avessi dovuto fare anche un solo articolo interessante per una singola persona, be', il mio lavoro non sarà stato vano e posso ritenermi soddisfatto.
Sono consapevole che la qualità della mia scrittura è stata spesso bassa per via del poco tempo: dovevo presentarvi almeno un articolo al giorno, e mi interessavano più che altro i contenuti, ma il nostro percorso l'abbiamo fatto e, in linea di massima è stato lineare.
Non scordatevi di leggermi su Letteratura Rossa. A proposito! Parliamo un po' di questa prima di passare alla rifinitura dell'ultimo articolo(Che, se vi ricordate, ero stato costretto ad interrompere, e scusate se questi sono giorni di fuoco, proprio all'ultimo, ma domani avrò due esami scritti). Inizierò a pubblicare regolarmente a partire dal 14 di settembre, entro e non oltre le ore 21: 15(Può essere un orario adatto? Suggerite voi).
Sto inoltre lavorando ad inserire un podcast per registrare la mia voce e alla creazione di una chat.
Ricordo che sarò sempre disponibile con gli studenti che avranno bisogno di aiuto e dal 14 si organizzeranno veri e propri gruppi di lavoro.
Non fraintendetemi, io farò questa attività volentieri, ma mi costerà tempo(Parecchio!) e fatica, dunque entro settembre vorrei vedere commenti e partecipazione, altrimenti il lavoro che vado ad intraprendere non avrà senso e interromperò le attività fino a data da destinarsi.
Adesso non ha molto senso parlare di numeri, ma indicativamente servirebbero almeno 5 commenti ad ogni mia pubblicazione. O perlomeno il farsi sentire con i mi piace. Non che mi importi dei mi piace, ma è sintomo che a qualcuno queste cose servono, altrimenti sono qua come un deficiente a scrivere a vuoto e, con tutte le cose da fare, non ha molto senso.
Scusate per la presa di posizione.
Per ogni dubbio o domanda scrivetemi un bel commento.
Poi, giornata di oggi: qui vi finisco l'articolo, e poi pubblico quel famoso saggio sull'etica, classicamente, senza commento alcuno, sarà il cultura d'estate 90, l'ultimo, che seguirà di pochi minuti questo.
Per questo saggio ho dovuto lavorare parecchio(Come avrete intuito), dunque usatelo a vostro scopo personale, ma, per favore, non pubblicatelo in parte alcuna.
Qui ci salutiamo, e ci risentiamo, come già detto su letteratura rossa.
Buoni articoli!
Davide
Dunque, dunque, dunque, dove eravamo rimasti?
Ah sì, dovevamo tradurre la nostra versioncina.
Mi pare di avervi dato anche qualche consiglio su quanto il tepo sia importante, sebbene questo non fosse strettamente inerente a quanto dovevo effettivamente dirvi. Spero che vi sia stato utile, in qualche modo.
Passiamo al lato pratico e bando alle ciance: come tradurre.
1) Leggete la versione. Ehi, non barare. Tutta, non fino al punto, fino alla fine!
2) Rileggetela fino al punto. Sì, ora potete farlo.
3) Cercate sul vocabolario tutte le parole dei quali significati non siete sicuri. Tutte! Ci sono molti falsi amici, proprio come nella lingua inglese.
4) Prendetela serenamente! Non vi stanno torturando e potete benissimo farcela! Il latino non è una lingua morta perché continua a vivere nell'italiano e vi aiuta a riflettere sulla vostra lingua madre. La riflessione poi tiene attivo il cervello; d'altronde, perché dovrebbe essere facile tradurre ciò che scrivevano 2000 anni fa?
5) Non traducete parola per parola, anche se ora conoscete il significato di tutto! Controllate sempre la concordanza di genere numero e caso. Poi individuate il vostro predicato(Il verbo) e collegate in un discorso che innanzitutto abbia senso, e che in secondo luogo sia veramente rispettoso del significato letterale. Per svolgere questo passaggio serve una conoscenza di base delle quattro coniugazioni attive e passive e delle declinazioni, nonché dei principali pronomi. Per il resto è tutto ragionamento!
6) Bravi! Avete tradotto. Ora rileggete. Questo è un buon italiano? Riscrivete la versione(Se necessario) con le parole nel giusto ordine e con termini più adeguati, più consoni alla nostra lingua attuale(Invece di mesto potete dire triste, invece di salvo ed integro potrete scrivere sano e salvo, insomma).
Alla luce di questi sei consigli d'oro, possiamo passare alla nostra traduzione della versione che vi passai(Quella del falso indovino, per testare quanto foste capaci di fare. Sarei curioso, nei commenti, di vedere come ve la siete cavata! :)
Al centro della piazza un indovino prediceva il futuro: "Donne e uomini" acclamava: "Annuncerò a poco prezzo il futuro".
Ma una donna furba scoprì la falsità dell'indovino: "O profeta", esclamò: "Dei predoni derubano la tua casa, uccidono i tuoi servitori".
Il profeta, agitato, si precipitò alla sua casa, poi, dopoché vide la casa tranquilla, entrò frattanto nella piazza e, adirato, apostrofò la donna: "Perché, o donnetta malvagia, colle tue bugie mi hai turbato?"
E la donna rispose: "Tu, con le tue false notizie, hai sconvolto gli animi di donne e di uomini".
LETTERATURA ROSSA ULTIMA CHIAMATA
ULTIMA CHIAMATA
Ecco il link al blog:
letteraturarossa.altervista.org
Ecco il link al blog:
letteraturarossa.altervista.org
sabato 5 settembre 2015
LETTERATURA ROSSA
Ecco il link al nuovissimo e presto attivissimo Letteratura Rossa:
letteraturarossa.altervista.org
letteraturarossa.altervista.org
TRADUZIONI LATINE
TRADUZIONI LATINE
CULTURA D'ESTATE 89
Ieri vi ho proposto una versione. Oggi assieme la traduciamo e vi do qualche dritta.
Anzitutto, all'inizio non ci sono molte vie di uscita: i saperi di base devono esserci. Ed è inutile studiare volta per volta il piuccheperfetto congiuntivo passivo della terza coniugazione, serve avere una visione d'insieme, collegare le varie cose ed imparare velocemente.
Il tempo è l'unica cosa che non può essere recuperata. I dieci minuti che perderete con questo post non potranno in alcun modo essere recuperati, ma, se mi vorrete seguire con attenzione ed ingegno noterete che si riesce a fare anche molto altro e si risparmiano decine di volte tanto quei dieci minuti.
Un altro metodo per dare valore al vostro tempo è contare quanti giorni di vita avrete.
Qui potrete farlo. Considerate che nella vita ci sono circa 30000 giorni, in media. Se ne avete già 10000 siete ad un terzo della vostra esistenza. Questa può essere una bella "sberla per alzarvi la mattina".
Orbene, torniamo al nostro latino.
PS scusate, finisco di scrivere più tardi per via di un impegno improvviso. Non dimenticate di tornare, questa sera!
venerdì 4 settembre 2015
LETTERATURA ROSSA
LETTERATURA ROSSA è online!
Visita il link che segue e ne saprai di più!
letteraturarossa.altervista.org
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letteraturarossa.altervista.org
IL LATINO
IL LATINO
CULTURA D'ESTATE 88
Dunque, oggi parleremo di latino. Non mi metterò a fare la lezioncina, ma chi ha fatto latino ora può vedere quanto si ricorda.
Orsù, forza, vocabolario alla mano e pronti a tradurre la versione che ora qua sotto vi scrivo. Domani vi riporterò la traduzione assieme al nuovo articolo. Buon lavoro!
DE FALSO FATIDICUS
In medio foro fatidicus
vaticinia praedicabat: “Feminae et viri”, clamabat “Parbo
pretio futura nuntiabo!”
At callida femina fatidici
fallaceam denudavit: “Propheta”-Clamavit- “Piratae villam tuam
compilant servos necant!” sollicitus fatidicus ad villam ad
volavit; postquam autem villam quietam vidit, interum in forum
intravit atque iratus feminam rogavit: “Cur, improba muericola
mindaciis tuis me perturbavisti. Respondit femina: “Tu, falsis
nuntiis, feminarum et virorum animos perturbavisti”.
giovedì 3 settembre 2015
LETTERATURA ROSSA
LETTERATURA ROSSA.
Vi prego di diffondere.
Per i ritardatari, questo è il link al nuovo sito\blog.
letteraturarossa.altervista.org
Vi prego di diffondere.
Per i ritardatari, questo è il link al nuovo sito\blog.
letteraturarossa.altervista.org
SME
SME
CULTURA D'ESTATE 87
Buongiorno a tutti. La nostra rubrica sia avvia verso la fine, e io voglio farvi conoscere un'iniziativa: the incipit. Se provate a cercare su google fate clic sul primo risultato. Qui si possono leggere storie e si possono scrivere, e si fanno anche interessanti competizioni. Ho iniziato un mio racconto, anche se non mi ci sono poi impegnato troppo. Questo è quello che ho scritto. Se vi interessa commentate e andate al link che c'è in fondo all'articolo.
NB: c'è un'interessante novità che permette ai lettori di suggerire la modalità migliore di continuare le storie, e l'autore, in teoria, dovrebbe obbedire. Come volete che la mia storia continui? Fatemelo sapere! Basta crocettare l'opzione che più vi aggrada. Sono al secondo episodio e bisogna farne dieci.
SME, come tutto ebbe inizio”Un u
“Un’Unione
Europea compatta! Questo serve a noi! Un’associazione che racchiuda
tutti i troppi trattati istituiti in decine di anni, un qualcosa di
fantastico, di quasi irreale, talmente perfetto che i cittadini non
sapranno nulla, vedranno solo che le cose inizieranno a migliorare e
voteranno nuovamente il vostro governo!”.
Era
un freddo pomeriggio di metà novembre quando le fallaci parole
dell’impostore scelto dalla SME per convincere i governi a siglare
il più grande trattato della storia europea.
Lui
lo sapeva, tutto quello che avrebbe dovuto fare sarebbe stato
arrivare lì, fare il suo discorso con la scaletta che gli avevano
proposto, ovviamente tutte cose false, ma a lui nulla importava, dopo
avrebbe ricevuto la sua quota, e se necessario, avrebbe tenuto altri
discorsi.
Ma
ciò non è stato necessario, perché quella sera tutti i ventotto
stati del’UE sottoscrissero il trattato che per sempre avrebbe
limitato tutti i governi, in un circolo sempre più esteso, i cui
venti saranno sempre più agitati, sì, ogni giorno di più, fino a
creare un vortice, un vortice con la spirale senza fine del debito.
Ma
questo ai grandi che controllano l’Europa non interessa: per loro
c’è solo il potere: l’essere rivotati ancora significa avere
tutto! Poi il non conoscere le vere conseguenze della siglatura del
trattato non sembra avere interessato qualcuno, per la fortuna del
presentatore di turno. Inoltre tutti gli affari burocratici e tutte
le scartoffie se ne sarebbero andati con una semplice firma.
Semplice, no?
Il
governo della Germania sembra il più consapevole, forse conosceva
già le conseguenze? Forse aveva accordi particolari? Ed proprio
la Germania a fare più sponsor al programma di lavoro.
Quel
giorno a Strasburgo tutti si chiedevano: “Ma chi saranno mai questi
grandi signori della SME?” O ancora: “Di che nazionalità
saranno?”, ma le risposte sembrano destinate a non vedere la luce,
non certo quella della verità.
Scrive
De Andrè: “Si sa che la gente da buoni consigli, quando non può
dare il cattivo esempio”, così certo tutti presero a trattare con
gli stati presenti, proprio lì, nel parlamento stesso, sotto gli
occhi di tutti e della SME, che fissa inerte ma non inerme ogni
singola mossa di ogni cittadino europeo con le telecamere invisibili
istituite maliziosamente dal trattato in questione.
I
cittadini non seppero nulla, quella doveva essere una semplice
riunione per stipulare un trattato sulle zone di carico scarico merci
navali qua in Europa.
L’aria
è quella dell’ottimismo quando i politici si apprestano a tornare
ai loro paesi. Tutti si lasciano con ambiziose promesse di altri
trattati, di speciali alleanze, aiuti tra paesi a stringere ancora di
più i legami, quando mai messi a rischio dai movimenti anti UE,
sempre più dilagati tra i semplici civili.
Ben
presto le cose in ogni paese dell’Europa finirono per migliorare.
La recessione si fermò per ogni paese: Grecia, Spagna, Italia,
dappertutto. L’Europa è un centro fiorente di capitalismo che basa
tutto sulle conquiste in ambito economico sui più deboli, e ben
presto l’euro diventa la moneta di gran lunga più importante
rispetto a tutte le altre messe assieme, che ricevono un’incredibile
svalutazione. La Banca Centrale Europea diventa la più importante
Banca a livello mondiale, il cui andamento soggioga tutte le altre
bande.
I
soldi sì, continuano ad arrivare dalla SME, misteriosi assegni,
concessioni, che i vari paesi ricevevano direttamente in parlamento,
non tramite posta, ma da un postino di turno incaricato, uno per ogni
paese. Sembra anzi che per ogni paese ci siano molti addetti della
SME a controllare la situazione.
“Dove
hanno preso tutte queste cose e tutto questo potere?” era la
domanda principale sulla bocca di tutti i parlamentari, ora
sorridenti, per via degli stipendi aumentati. Ma la domanda sembrava
cadere nel vuoto, nessuno pareva darci veramente importanza, perché
i risultati erano quelli, tangibili, e tutto il resto, che importanza
aveva?
Insomma,
le cose, per l’UE, non erano mai andate così tanto bene, che
intanto era arrivata ad includere anche altri paesi, su grande
richiesta: la Svizzera, i paesi Baltici, la Russia, Israele, e tutti
ne traevano vantaggio. Solo chi era geograficamente fuori dall’Europa
non poteva entrare a far parte di questa unica grande madre delle
organizzazioni e delle benevolenze.
Chi
verrà a conoscenza dell'esistenza della SME?
- Proponete voi (0%)
- Un paese intero nel quale un parlamentare si lascia sfuggire una parola di troppo (100%)
- Un gruppo di civili (0%)
- See more at: http://www.theincipit.com/2015/08/sme-tikkei/#sthash.h1SGSOLI.dpuf
- COME TUTTO EBBE UNA SVOLTA
Come
sapete la SME deve essere tenuta nascosta ad ogni popolo.
Un
parlamentare polacco, tuttavia, in un’intervista si lascia sfuggire
qualche parola di troppo che collega molti dei fatti che stavano
accadendo nell’ultimo periodo.
L’intervista
divenne famosissima e subito censurata dal governo, ma la Polonia già
sapeva. Nulla, tuttavia, sarebbe dovuto trapelare all’estero.
D’altro
canto neppure i politici la sapevano davvero tutta, sulla SME, e lui
aveva solo detto, in tutta sincerità, quel che sapeva, ora il popolo
aveva sete di informazioni, il popolo colto sicuramente.
Dunque
si sentiva il bisogno specifico di risolvere il tutto.
Ma
chi si nasconde veramente dietro la SME?
Il
trattato reale, che avevano solo i funzionari della stessa, sanciva
gravi limitazioni di libertà ad ogni singolo stato. I soldi ora
erano prestati, ma la moneta sonante producibile veniva ridotta di
quantità. In particolare ogni stato deve pagare pesanti tangenti a
questo misterioso organo.
Per
il resto, era tutto apparenza, e le apparenze sono tutto. Ma tutto,
prima o poi, ha una fine.
Dunque
il gruppo dei nostri eroi, che adesso andremo a conoscere si fa
avanti.
I
giovani di oggi sono incredibilmente telematici. Tra di essi vi è un
hacker di diciassette anni, un vero e proprio stratega di diciannove
anni. E un atleta della medesima età.
Dunque
è necessario aprire una parentesi su di loro.
Erano
in un bar, a chiacchierare amabilmente del più e del meno, quando
sentirono l’intervista, presentata in tutti i telegiornali
polacchi, delle parole di troppo del politico.
Non
giungerà infine un solo giorno in cui loro non si siamo impiegati ad
avere informazioni.
Questo
è quanto avvenuto dopo.
Ragazzo
informatico(17): Alesky
Ragazzo
atletico(19): Jacec
Ragazzo
stratega(19): Rafael
Alesky:
“Ragazzi, siete riusciti ad ottenere qualche informazione=
Jacec:
“Hei, l’informatico qua sei tu, noi ci limitiamo ad agire”
Alesky:
“Sì, a su internet è tutto censurato, sono dovuto andare a
cercare le informazioni sul deep web. E’ davvero difficile
distinguere i falsi complottari da chi dice il vero, Rafael, dammi
una mano”
Rafael:
“Dimmi tutto”
Alesky:
“Su questa chiavetta USB troverai tutti gli articoli più rilevanti
che sono riuscito a reperire. Ci sono stato tutta la notte”
Jacec:
“Ah ah, sì, grazie tanto di rendermi partecipe! Non possiamo
analizzarli qua assieme? O sono considerato proprio lo scemo del
villaggio?”
Alesky:
“Hai ragione, allora vorrà dire che ve li farò leggere. Ma non
qui, c’è troppa gente, venite a casa mia”
I
ragazzi si incamminarono. Sulla strada poterono osservare tutti i
progressi fatti dalla tecnologia: davvero incredibili. Quei
megaschermi sui palazzi prima erano fantascienza, o cose possibili
solo a New Jork, non di certo lì, a Stettino.
Il
progresso può significare mille e mille cose diverse e apporta
positività e negatività. Se le prime sono tangibili e appajono
all’occhio di tutti, le seconde sono più difficili. Certo, prima
fra tutte troviamo la SME, ma non ci pare che stiamo andando perdendo
la nostra cultura, la nostra vera identità.
Pensiamo
a quanto è stato fatto negli ultimi tempi. Anche solo ai telefoni
cellulari di ultima generazione, senza i quali le persone sarebbero
in gravi difficoltà di continuare a condurre una normale esistenza.
I libri, sempre più screditati, il valore critico che va perso(In
molti se ne sono davvero lavati le mani quando sono venuti a sapere
di un qualcosa di malefico come la SME, tuttavia non sembra che si
faccia molta leva su questi argomenti, quanto su altri futili, come
per sdrammatizzare qualcosa che non appare più come un dramma, ma
che appare come un fatto del quale non importa più nulla a persona
alcuna.
Non
sarebbe stato d’altronde troppo evidente bruciare, in uno scenario
da Farenheit 451 tutti i libri sulla faccia della terra? Non si
sarebbero opposte tante persone(Non per il libro, ma per il fuoco
utilizzato, oramai vi è una stigmatizzazione di quanto associabile
alla violenza). Dunque quale metodo migliore per fare scomparire
lentamente un qualcosa al fine di ottenere lo stesso risultato?
Qualcosa di perfetto.
Il
valore della cultura, tuttavia, non è andato completamente perso, ma
appartiene veramente a pochi eletti, e i nostri tre ragazzi sono tra
questi.
Nelle
prossime indagini li vedremo veramente all’opera, e intanto,
possiamo fare un pensierino sul fantasy e sulla fantascienza che ora,
mentre io vi scrivo voi leggete, che potrebbero non essere così
lontani dalla realtà.
Come
procederanno le indagini?
-
See more at:
http://www.theincipit.com/2015/08/sme-tikkei/2/#sthash.qrFzHefh.dpuf
mercoledì 2 settembre 2015
VORTICE
VORTICE
CULTURA D'ESTATE 86
Qua ve la propongo. Come vi pare?
VORTICE
Il vortice della carnagione
Apporta in me il magone
E quando salgo sul vagone
Lo vedo! O come d'aggressione!
Pullula d'ignara gente
E' ben saldo nella mente
Sai che cosa lui sente?
Forse praticamente niente
Ma qual pudore
trattiene l'ardore
Di gridare alle corone?
E d'improvviso l'ascia
che sia, raggiunge la fascia
Un attimo, e la rilascia
letteraturarossa.altervista.org
Ecco il link al nuovo sito(E' sempre lo stesso, lo faccio per chi ancora non lo sapesse):
letteraturarossa.altervista.org
E fateci un salto!
letteraturarossa.altervista.org
E fateci un salto!
martedì 1 settembre 2015
H.P. LOVECRAFT
H.P. LOVECRAFT
CULTURA D'ESTATE 85
Buongiorno a tutti!
Oggi vi voglio parlare di un grande scrittore americano, che sicuramente conoscerete, e penso proprio che almeno un suo racconto l'avrete letto.
Lovecraft, l'inventore di Ctulhu, quello che ha scritto La tomba, Nella cripta, Il vecchio terribile...
Insomma, uno di quei geni che capitano una volta ogni duecento anni.
Molti lo paragonano a Poe. Per me il paragone non regge perché il maestro Edgar non si tocca, ma se leggete un racconto dello scrittore di cui parliamo oggi, vedrete la sua capacità di creare un ambiente perfetto.
Le vicende hanno forse meno fantasia, ma uno si riesce più che mai ad immedesimare in un suo racconto.
Molti lo criticano per il suo razzismo. Se da una parte è giustificabile perché lui fu figlio del suo tempo, dall'altra già dal secolo precedente persone come Whitman urlavano il diritto dei neri. Lui mostra razzismo anche verso ebrei ed italiani ed in generale chiunque non fosse statunitense.
Poi, però, con l'avvento del fascismo e le violenze ad esempio sugli ebrei, almeno su questi ultimi si dovette ricredere.
Per il resto morì nel 1937, una vita sicuramente dignitosa, anche se poteva ottenere e poteva effettivamente fare di più.
Ha iniziato a scrivere relativamente tardi, anche cose non importanti, per riviste varie, prima di impegnarsi veramente e scrivere quei racconti che oggi sono divenuti famosi(O anche romanzi brevi: si pensi a "La casa stregata").
Orbene, cari lettori, dopo questa breve introduzione in cui, un po' per non dilungarmi, un po' perché mi criticate per i copia e incolla, non ho voluto proporvi neppure uno di questi ultimi. E vi voglio fare un piccolo regalo.
Secondo voi a quel tempo(Ai tempi di Lovecraft) esistevano le interviste? La risposta è sì. E l'unico video che ci è rimasto in assoluto dello scrittore è proprio un'intervista, del 1934, tre anni prima della sua morte. In questa lui espone il pensiero e le idee per i suoi racconti. Vedrete nel video che il tipo giapponese che ci ha regalato l'intervista fa di lavoro il biografo proprio dello scrittore che oggi abbiamo preso in analisi.
A voi, questo è il link.
lunedì 31 agosto 2015
EDGAR ALLAN POE
EDGAR ALLAN POE
CULTURA D'ESTATE 84
Qualche giorno fa ho pubblicato su letteratura rossa, della quale vi voglio ricordare il link, come ogni giorno(E vi raccomando di farci un giro, di diffondere il più possibile e di lasciare dei commenti, mi fa molto piacere ed incentiva il lavoro):
letteraturarossa.altervista.org
dicevo, ho pubblicato un mio breve saggio sul grande scrittore americano Edgar Allan Poe.
Che dire, ne abbiamo parlato in moltissimi post del cultura d'estate, e anche prima, oggi vi faccio questo regalo, a conclusione del ciclo delle principali cose da sapere su di lui. Se mi avete seguito sapete di cosa parlo e perché è così importante(Potete anche fare un salto nella sezione aforismi e riflessioni).
Vi avevo promesso il saggio "Sull'etica": arriverà prima del cultura d'estate 90.
Dunque, ecco a voi il testo, e buona lettura!
EDGAR ALLAN
POE
Edgar Allan
Poe nacque a Baltimora, nel 1809 da due attori di media fama che
giravano per il mondo a recitare.
Tuttavia nel
1811, quando il piccolo Edgar aveva solo due anni, la madre morì, e
il padre lo abbandonò, ma in realtà anche questo morì di lì a
poco.
A questo
punto si trasferì dallo zio John Allan, da qui prese il suo altro
cognome(L'altro lo prese da suo padre David Poe).
Lo zio era
molto ricco, e si trasferirono con tutta la famiglia in Inghilterra
per un periodo di tempi pari a quello degli studi di Edgar, che
comunque venne espulso il primo anno di università per i suoi
eccessi.
Leggendo i
suoi racconti possiamo renderci davvero conto dell'enorme bagaglio
culturale che quelll'uomo si portava dietro, tuttavia iniziò a fare
uso di oppio per rimanere sveglio a scrivere le sue poesie.
I rapporti
con lo zio si inasprirono sempre più. Edgar, fin da bambino era
tormentato dalla morte e si svegliava nel sonno tormentato dai suoi
fantasmi immaginari, e si sfogava scrivendo. Lo zio era contrario a
tutto questo e iniziò ad insultare Edgar e a fargli pesare la
scuola: le poesie che scriveva influivano sul suo rendimento
scolastico. Inoltre non è mai andato d'accordo con i suoi compagni,
che lo chiamavano raccomandato, perché suo zio era ricco.
A soli
dodici anni il giovane Poe si innamora di una sedicenne che aveva
iniziato a frequentare. Di lì a breve non la rivedrà più, infatti
questa era malata mentalmente e ora veniva chiusa in casa. Finché un
giorno morì, e Edgar passava il tempo sulla sua tomba a piangere.
Dopo l'espulsione dall'università Poe torna in America con tutta la
sua famiglia, nei pressi di Filadelfia, e Edgar, non sopportando più
le lamentele di John Allan, si trasferisce da una zia, che lo
accoglie a braccia aperte e con entusiasmo.
E qui
ritrova il suo fratello, che non aveva più visto dai tempi
dell'infanzia, gravemente malato di tubercolosi, oramai all'ultimo
stadio.
Qui Edgar
comincia a corteggiare tutte le ragazze che gli capitassero a tiro,
anche la fidanzata del fratello ancora vivo.
Ed inizia a
scrivere poesie per le sue fidanzate, tutte lusingate e incantate dal
fascino di questo giovane, fisicamente di bell'aspetto.
Quindi
aumenta il suo consumo di oppio e inizia anche a scrivere i primi
veri racconti. E' di questo periodo “Il manoscritto ritrovato in
una bottiglia” che venne premiato, e apportò al giovane Poe ben
sessanta dollari, cifra che a lui pareva molto alta.
Un mattino
si sveglia e il fratello muore, la zia conta su di lui.
Passano così
alcuni anni in cui Edgar scrive i primi racconti che diventeranno
famosi. In questo periodo alternerà momenti di depressione ed
isolamento a momenti di apertura verso gli amici e le donne.
Poe ha
ventinove anni, sposa la cugina Maria Clemm, appena quattordicenne e
malata di tisi. Lui è veramente innamorato e quando la perderà, non
molto più avanti, avrà un periodo di terribile depressione. Ma la
vita riservava ancora tante sorprese per lui, tanto che ebbe da
riprendersi ed andò a lavorare per alcune riviste. La sua presenza
era molto apprezzata dagli editori e Edgar vive un periodo d'oro, in
cui non ha certo problemi economici. Tuttavia poi inizia a scrivere
articoli con insulti e critiche troppo pesanti a personaggi della
letteratura famosi per quel tempo.
In
particolare, uno di questi accetta la sfida, e, sul giornale Graham
si sfidano con dei racconti, e a critiche professionali.
E' di questo
periodo e sul quel giornale la pubblicazione di ”Una discesa nel
Maelstrom”, il primo suo racconto fantastico.
Poe è
considerato l'inventore del genere giallo, il consolidatore del
genere horror, e alcuni suoi racconti ebbero i primi elementi di
fantasy e fantascienza, che nasceranno decenni dopo la sua scomparsa.
Scrive anche
un'opera teatrale in undici scene, ma solo cinque di queste sono
state da lui approvate, e quindi l'opera non è mai stata
rappresentata, se non a Roma, nel 2009, con una prima di tutte le
undici scene, revisionate da un traduttore italiano.
Scriverà
anche un romanzo, le avventure di Gordon Pym, che gli vale la fama,
che inizia a fare girare la sua immagine per l'America e per il
mondo. Qui nasce la sua profonda amicizia con Baudelaire.
Quest'ultimo tradurrà tutti i lavori di Poe in francese e li farà
conoscere al resto del mondo.
Edgar stava
anche scrivendo un secondo romanzo, ma morì troppo presto per
ultimarlo.
Poe sfogava
tutte le sue sofferenze per le perdite delle persone care nelle
poesie, si veda ad esempio Annabel Lee, e successivamente il Corvo,
sul quale sarà doveroso tornare.
Dopo le
sfide al Graham's, i suoi articoli sono diventati troppo pesanti e
lui viene espulso, tornando nuovamente povero. Tuttavia questo fu il
periodo più produttivo, vediamo alcuni dei suoi racconti più
famosi.
Il gatto
nero è forse il più famoso, sono stati girati diversi film e
cortometraggi, tra cui ricordiamo Due occhi diabolici, film di George
Romero e Dario Argento(Comprendente anche la transposizione del
racconto La verità sul caso del signor Valdemar). Nel gatto nero è
evidente la perversione, e il pensiero degli assassini.
Il cuore
rivelatore è un racconto più breve, ma in qualche modo simile al
gatto nero, si narra della pazzia di un uomo, che arriverà ad
uccidere, e a confessare, ma questa volta il racconto sarà più
irreale.
La verità
sul caso del signor Valdemar, già citato sopra, ebbe un enorme
successo tra il pubblico americano, tanto che Poe dovette intervenire
per dire che quanto narrato nel racconto non era vero e proveniva
solo dalla sua fantasia.
L'uomo della
folla, in cui un uomo decide di pedinare un altro uomo per capire chi
fosse, ma l'uomo continua a girare, per giornate intere per la città,
senza fermarsi e senza accorgersi di essere pedinato, alla fine il
protagonista si metterà davanti a lui, che lo ignorerà, infatti
questo personaggio è l'uomo della folla, destinato a camminare per
sempre nell'indifferenza generale e caotica del mondo di oggi.
Passano gli
anni, muore anche la zia di Edgar, che, triste, è costretto a
tornare dallo zio, povero in canna. Allan lo accoglierà, anche se
malvolentieri.
Edgar si
innamora poi di un'altra donna, torna a scrivere e torna sulla scena
letteraria nazionalee andrà a vivere con questa.
La sua
donna, però, è costretta a fare un viaggio. Nel frattempo Poe tiene
conferenze, scrive per i giornali e scrive racconti, poi inizia ad
essere inqueto, temendo per le sorti dell'amata, fino ad
autoconvincersi che quella era morta. Si isola di nuovo, e nonostante
arrivi una lettera della sua cara che cercava di rassicurarlo lui non
le crede ed impazzisce. E' di questo periodo la sua citazione:”Sono
diventato pazzo con lunghi periodi di orribile sanità”(I became
insane with long period of horrible sanity).
E qui
scriverà il Corvo, the Raven, importantissima poesia che farà il
giro del mondo, oggi forse il suo lavoro più conosciuto.
In seguito a
quella poesia scriverà forse il suo ultimo lavoro, il saggio:”Il
principio poetico”, in cui spiega il significato del corvo.
Cerchiamo di
seguire insieme le tappe:
Una volta a
mezzanotte, mentre stanco e affaticato,
meditavo
sopra un raro, strano codice obliato,
sentii un
romore alla mia porta
un viatore,
un pellegrino, bussa, dissi, alla mia porta
solo questo
e nulla più
Così si
apre, secondo una della traduzioni, la poesia.
Notiamo
subito il bussa, dissi, alla mia porta, qui possiamo notare che il
ritmo è lento, e man mano andrà accelerando.
L'ultimo
verso della poesia è solo questo e nulla più. Diamo particolare
rilievo al nulla più, poi vedremo perché.
Cogliamo i
passagi calienti della poesia, e riassumiamo il resto.
Il
protagonista va ad aprire alla porta, ma c'è un gran bujo e nulla
più.”Il silenzio pur non fu\e
solo un nome si sentì gemere:”Lenora!”\ io lo dissi ed a sua
volta rimando l'eco “Lenora”, solo questo e nulla più”.
Qui
si introduce il nome della raggiante santa vergine Lenora, la sua
amata, e, come si apprende già da prima di questo passaggio, Lenora
è morta(E qui nome or non ha più), e il protagonista cerca di
trovare pace, proprio come Poe in quel periodo, convinto che la sua
metà fosse morta.
Una
volta che il protagonista è rientrato in casa, “qui dischiusi i
vetri” ed ecco entrare il nostro corvo, tronfio e pettoruto,
“dall'età la più solenne” che scese al busto di Minerva
collocato sopra alla porta del protagonista, “scese, stette e nulla
più”
Il
protagonista allora inizia a parlargli e conclude chiedendo”Quale
nome danno a te, a corte di Re Pluto?” e il corvo rispose:”Mai
più!”
Mi stupì che quell'infausto augello avesse la parola
e benché quelle fossero sillabe sconnesse
(…)
Con un nome tal:”Mai più”.
Andando avanti il protagonista dice che altri suoi amici
l'avevano lasciato, non sarà giunta l'alba che egli pur m'avrà
lasciato, ma il corvo repentinamente risponde:”Mai più, mai più!”
A questo punto si può capire che il corvo diceva mai
più mai più, perché non l'avrebbe mai più lasciato, mentre il
protagonista affermava il contrario.
A chi tale ritornello l'addestrò
sarà stato sì infelice
che ogni suo canto più bello
andasse a concludersi in un “Mai più”
Allora continuano le domande al corvo, e lui risponde
mai più, sempre, finché il protagonista non esclama: “Profeta,
spettro o augello profeta ognora\o l'Averno t'abbia inviato o una
raffica di bora\t'abbia, naufrago sbalzato in quest'antro di
sventure\dì a quest'anima che ti implora, se mai\nel lontano Eden
lassù\ potrà unirsi ad un'ombra cara, che chiamavasi Lenora\mormorò
l'augel:”Mai più!”
Quindi l'uomo porge
queste domande, ben consapevole della risposta dell'augello, come per
averne una conferma, per capire che non potrà mai più rivedere la
sua amata, ma continua a fare domande, pur invocando il ciel sovra
noi teso
E la mia anima, stretta all'ombra di quel circolo
maliardo
non potrà surger, mai
più
Con questi versi si conclude la poesia, in poche parole
il protagonista è morto, stroncato dal dolore che quel'infausto
augello aveva portato nella sua dimora.
Nel saggio Poe chiarisce che non vuole sia riconosciuta
l'originalità per quanto descritto, ma piuttosto per le figure
retoriche che ha inserito nella poesia, che sono geniali, ma si
perdono nella traduzione, e soprattutto dalla lunghezza dei versi, e
dell'ultimo verso, di lunghezza appena 3,5(Nella versione inglese),
quindi ben incisivo. Il 3,5 è riferito ad un sistema metrico
americano basato sulle stanze, da noi è desueto.
Geniale, no? D'altronde forse non è un caso se si
chiama POEsia ed esistono i POEti, fateci caso, anche in inglese
poesia è POEtry.
Dopo la poesia, per la quale Edgar guadagna solamente
nove dollari, Poe entrerà nell'ultima fase di depressione che lo
accompagnerà fino alla morte, rimasto il suo ultimo mistero.
Fino a qualche mese prima aveva avuto tentativi di
suicidio, ma non erano riusciti, e una sua zia(Un'altra ancora)
l'aveva accudito, tenendolo a letto tutto il giorno e tenendogli la
mano standogli sempre al fianco. Bastava che ella si allontanasse un
attimo che Poe era colto dal terrore.
Tuttavia Edgar sembra lentamente riprendersi, ma le sue
condizioni di salute sono precarie. Il giorno antecedente alla sua
ultima sventura si recò ad un seggio per votare. Alcuni pensano sia
stato vittima di uno di quei teppistelli che per fare votare il
proprio partito, anche più volte, drogava chi veniva a votare per
manipolare(Alcune persone sono morte così), fatto sta che l'indomani
fu ritrovato in un parco di Baltimora agonizzante, a terra, con
vestiti troppo grandi per essere i suoi, un uomo diede l'allarme e
Edgar fu subito portato all'opedale dove rimase per tre giorni,
rifiutando acqua ed alcol e chiedendo solo che gli venisse sparato un
colpo al cervello. Voleva morire, ed alla fine ha avuto quel che
voleva. Una mattina, il 7 ottobre 1849 alzò gli occhi al cielo e
mormorò:”Signore, aiuta la mia povera anima” e spirò.
Fu scritto sul referto della morte, nella sezione
cause:”Delirium tremens”, e si sparse la voce che fosse morto per
via dell'alcol. In realtà questo non è possibile perché Poe era
astemio, e questo è stato accertato.
Nessuno saprà mai che cosa sia successo, un'altra
ipotesi accreditata è che avesse la rabbia, data la grande quantità
di animali che lui teneva in casa.
C'è chi afferma che ad essere ritrovato non fu Poe, ma
un sosia, parlando di incongruenze con le foto di Poe, un anno prima
che lui morisse, disponibili e reperibili sul web,e quelle della
salma di Poe, fotografata con un prototipo di macchina fotografia,
che era stata inventata nel 1839 a Parigi ed iniziava a diffondrsi.
Per chi volesse giocare al dtective ne avrebbe di lavoro.
Nel 1930 venne fatta un autopsia sul corpo di Poe, che
non portò risultati.
La sepoltura di Edgar avvenne in un piccolo cimitero,
vicino ala tomba del padre, ma ventisei anni dopo fu dedicata una
tomba ben più bella ed importante nel centro di Baltimora. Non molti
sanno che durante il trasferimento la salma cadde a terra e i poveri
resti si sparsero in mille direzioni. Inutile dire che i fan, accorsi
per l'occasione iniziarono a raccogliere il loro macabro bottino.
Quindi oggi non abbiamo a disposizione tutto il corpo
dello scrittore, ma solo una parte, e forse è anche per questo che
l'autopsia non ha potuto ajutare più di tanto.
Due giorni dopo la sua morte uscì un articolo, che fece
il giro d'America, di quel vecchio rivale di Poe, che lo sfidò al
Graham's, il primo necrologio di Edgar. Lo scrittore veniva descritto
come un alcolizzato sciupafemmine, tanto che chi lo scrisse non ebbe
neppure il coraggio di firmarsi col suo nome, ma adottò uno
pseudonimo. Tuttavia, è chiaro che, ad oggi, vinse la sfida Poe, e
il suo rivale è ora noto per essere stato il primo a scriverne dopo
la sua morte.
Questa la sua tomba, è stato sepolto insieme alla
cugina Maria Clemm.
Per una sessantina d'anni venne ogni anno, ogni 19
gennaio, compleanno di Poe, un certo individuo, ben coperto, il
cosiddetto Poe's Toaster. Questa figura è avvolta nel mistero, e ad
ogni sua visita lasciava fiori, disposti secondo un preciso ordine
d'innanzi alla tomba, e brindava(Infatti Toaster in italiano si
tradurrebbe con brindatore) lasciando il ruhm in avanzo davanti alla
tomba. Talvolta lasciava anche bigliettini misteriosi, con messaggi
del tipo:”La torcia sarà passata” che nessuno studioso è mai
riuscito a spiegare. Nel 2009, proprio nel bicentenario dalla nascita
di Poe, il misterioso personaggio non è più tornato, probabilmente
è morto.
Edgar Allan Poe, ogni giorno mi stupisce di più, e
anche a quasi duecento anni dalla sua scomparsa, continua a lasciare
misteri.
“Quando la scienza non riesce a spiegare
quello che grandi artisti come
Edgar Allan Poe volesseno dire
lascia soluzioni senza senso”
Pierangelo Baratono, biografia di Poe.
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