lunedì 14 marzo 2016

DIMENTICARE LA GIORNATA DELLA MEMORIA

DIMENTICARE LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Scrivo questo saggio il 20 febbraio 2016, a distanza di meno di un mese dalla giornata della memoria, ovvero circa il tempo della dimenticanza.
Tale ricorrenze sta, lentamente, svanendo nei suoi dettagli nell'immaginario collettivo, il quale comincia a dimenticarsi ciò che ci si è proposti di ricordare, e la celebrazione sembra divenire soltanto una buona norma, per mostrare l'apparente civiltà della quale abbiamo la fortuna di godere, e la nostra solidarietà verso persone che hanno sofferto. Sempre in meno infatti sanno perché si celebri proprio il 27 di gennaio, la giornata della memoria, così come si vanno perdendo le dinamiche dell'avvenuto.
Questo è dovuto dall'iterazione annuale della stessa identica procedura di ricordo: qualche film commemorativo in televisione, qualche annuncio qua e là, su web e giornali, le discussioni nelle scuole e nei centri di cultura. La persona, dunque, di anno in anno comincia a ricordare con sempre minore entusiasmo quello che loro non hanno mai vissuto, mentre vedono passare in rassegna le notizie delle guerre attuali, quelle più evidenti, quelle che rischiano di coinvolgere la nostra parte di mondo, insomma, le tematiche della Quarta guerra mondiale che ora sembrerebbe infuriare inesorabilmente nei più disparati paesi del nostro globo.
L'informazione, tuttavia, non pare avere molta considerazione di quel che accade oggi, preferendo le notizie di gossip, così da fare scordare i veri problemi che affliggono il nostro pianeta, giudicati dall'opinione pubblica, a quanto pare, tristi e ripetitivi, che oramai “non fanno più notizia”. Si dia tuttavia il caso che nei paesi interessati tutto ciò faccia ancora notizia, e scuota ancora gli animi delle persone che continuano a morire, o che vedono morire i loro cari soltanto guardandosi attorno. E' il caso della guerra in Siria, o le guerre di post-colonialismo, come quella in Congo, che sfrutta i minori e sottopaga i lavoratori adulti per l'estrazione di coltan, necessario a produrre i cellulari, e quandi a mantenere viva un'economia capitalistica sulla quale si basa il mondo. E in occidente, semplicemente, tali tematiche tendono ad essere ignorate in favore di notizie più leggere, di modo da fare filtrare solamente qualche piccola informazione secondaria, che mai e poi mai rende l'idea del problema, e i giornalisti obbediscono alla tendenza. Ciò che più colpisce è quanto il genere umano sembri non essere più progredito dai tempi dei latini ad oggi: già Terenzio, ne “Il punitore di se stesso” affermava il tema dell'humanitas, quella che oggi traduciamo con umanità, quel sentimento che ci pare il più bello possibile, ma che in origine ha questo significato:”Nulla di tutto ciò che appartiene al genere umano può essere considerato estraneo a me”. Affermare di essere “umani”, dunque, fa sì che l'individuo si prenda una responsabilità enorme: non ignorare i problemi, ma affrontarli, e costantemente passare del tempo a discuterne.
Come ogni periodo storico- e già lo affermava Karl Marx- non si può fare a meno di avere una lotta di classe. La lotta della nostra epoca pare non essere ancora iniziata, ma essere poco distante dal farlo: la rivoluzione del Terzo Mondo, con la resa di coscienza dei singoli, pare sempre più reale ed attuale. Tra molto tempo, forse, ci apparirà naturale capire di chi è la cosiddetta “ragione”, chi ha commesso crimini nei confronti dell'umanità, chi deve essere punito, e chi deve godere di una buona dose di meritocrazia per un po' di tempo, come se questo potesse restituire i torti subiti, invece di aprire nuove voragini, come effettivamente fa.
Una piccola lotta di classe come quella instaurata dal regime di Hitler e che vedeva minacciate le minoranze di ogni genere e specie- ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, etc.- ora ha creato la sua ondata di meritocrazia, in particolare nei confronti delle persone di confessione ebrea. Queste persone, oramai nei nostri giorni quasi totalmente estranee alla seconda gguerra mondiale in quanto non l'hanno vissuta sulla loro pelle, hanno instaurato un certo perbenismo che è loro dovuto: ormai fascista è ritenuto un insulto, così pure un'accusa di antisemitismo può screditare un individuo.
Quest'ondata di solidarietà ha fatto sì che gli ebrei, reduci della guerra, ottenessero una porzione di terra, inizialmente piccola, in Medio Oriente, letteralmente sottraendola a paesi preesistenti, come a volere vendicare un torto storico, una questione chiusa brutalmente resuscitata, per trarne ancora tutto quanto quello che si può trarre per un'attuale presenza tranquilla- per coloro che invadono le terre- prima di scatenare- ma ci vorrà un po' di tempo- un altro conflitto. Questo è il caso della questione palestinese: Israele nel tempo con le tacite intese e gli accordi impliciti tenuti con l'occidente, ha iniziato ad espandersi e a conquistare i territori limitrofi, sottomettendo tutti quanti si opponessero o si trovassero, per decreto della sorte, in mezzo alle loro strade. Tutto questo come a volere vendicare i mali subiti, ancora in frustrazione dalla Seconda guerra mondiale.
Ricordiamolo: sono state attaccate persone e civiltà che avevano solo la colpa di esistere e di trovarsi in quel dato luogo geografico, e sono state attaccate proprio da un'ondata di odio e rabbia.
Grazie alla giornata della memoria, anche questa questione può essere messa a tacere, ancora per un po' di tempo, come a volere risparmiare tempo quando in realtà non ce n'è più.
Ricapitoliamo: la giornata della memoria, per quanto si era posta di fare ha fallito: ha avuto esattamente l'effetto contrario, facendo ridurre la coscienza collettiva ad un mero perbenismo, perdendo conoscenza storica, e distoglie l'attenzione dai conflitti attuali, che sono incentivati dalla meritocrazia della parte lesa.
Un modo per rendere più sensata questa giornata, può essere quello di estendere la rimembranza a tutti i conflitti, anche attuali, e a tutti gli stermini, celebrando ogni anno un avvenimento diverso del quale l'umanità si deve vergognare e deve prenderne le distanze, accrescendo anche le conoscenze di storia dei singoli abitanti.
Sembra inutile ricordare che noi tutti dobbiamo inchinarci ai valori della resistenza, “ogni paese ha la sua rivoluzione”, afferma Celentano, in quanto questo è stato l'ultimo grave conflitto che ha visto contrapposte le potenze mondiali, e anche il numero di morti è stato piuttosto elevato, eppure, con tali metodologie per la rimembranza la nuova generazione è sempre più accusata di nichilismo, e forse la colpa non è tutta di quest'ultima.
Non sempre, dunque è utile, prendere un solo evento a simboleggiarne altri: è come voler sfamare l'Africa intera con un pacchetto di biscotti simbolico, rifiutandosi di insegnare agli africani come si fabbricano i biscotti e dove prendere il materiale necessario.
Nella giornata stessa della memoria, quest'anno, nel mondo infuriavano molte guerre differenti con dinamiche pressoché sconosciute alla nostra civiltà, mancanza che rende incomprensibile al mondo l'attuale odio verso l'occidente che ha formato, ad esempio di DAESH, o Boko Haram, tutte organizzazioni che mietono vittime ancora lontano da noi, eppure ci pare eclatante la singola strage avvenuta in Europa, come se esistessero morti di serie A e altri di serie B(E probabilmente si arriverebbe con facilità anche alla Z).
Un evento, che dunque doveva essere utile a non fare ripetere all'umanità l'errore della guerra e degli stermini pare essere stato completamente ignorato da coloro che detengono il potere, e che non riescono a capire che stanno imprimendo cicatrici sulla pelle degli altri.
Se, un giorno, il mondo e la storia avranno tempo, spero potranno anche occuparsi dei conflitti attuali, e, se una risoluzione dei conflitti sembra ad ora lontana e utopica, è perché non si può riflettere ed accordarsi ad un signolo tavolino per il mondo intero, e i troppi errori storici hanno creato un malcontento ad oggi difficilmente curabile, e una semplice maniera per aiutare potrebbe essere un “cessate il fuoco”, così che si possa discutere senza essere assordati dal rumore delle bombe, che rende l'altra parte una voce inascoltabile, sopraffatta dall'ennesimo boato che vuole creare nuovi sordi che non voglion sentire.
Anche a coloro che ritengono impossibile una risoluzione lampo ai conflitti dico: se fosse facile probabilmente sarebbe stato fatto, e anche qualcosa fosse impossibile, vorrei solo vedere il mondo intero che prova a farcela, poiché io mi vergognerei di non avere neppure tentato.

E io tante volte ho pensato che un uomo va trattato come un uomo e non come una bestia e trattare un uomo come un uomo vuol dire farlo star pulito, in una casa pulita, mostrare simpatia e considerazione per lui e soprattutto dargli delle speranze per l'avvenire. Se questo non si fa, l'uomo, che è capace di tutto, non ci mette niente a diventare una bestia, e allora si comporta come una bestia ed è inutile chiedergli di comportarsi come un uomo dal momento che si è voluto che fosse bestia e non uomo.”
A. MORAVIA- La ciociara

Restiamo Umani”

R. Follereau

venerdì 4 marzo 2016

LE OLIMPIADI

Pubblico qua di seguito un mio breve saggio inedito, poiché tutti possano fruirne per informazione personale. Parlo delle olimpiadi che presto si svolgeranno in Brasile, e dei cui problemi, troppo spesso, si tace. Buona lettura.

OLIMPIADI DEL BRASILE 2016

Davide Fassola


INTRODUZIONE

Scrivo questo saggio breve dopo una fase di documentazione su quanto di seguito verrà trattato. Mi esprimo: non sono un esperto in materia, e forse qualcuno potrebbe dire ben più di me, tuttavia voglio comunque esprimere la mia, in quanto ritengo che anche le poche informazioni di cui io sono in possesso, se recepite, possano incidere, o addirittura far scaturire l'interessamento della vicenda per avere ulteriori informazioni.
Decido di scrivere il presente saggio dopo avere sentito, al giornale radio, un servizio-inchiesta sugli sviluppi per le prossime olimpiadi, che si svolgeranno in Brasile, 2016.
Mi stupisce non sentirne parlare un giornalista, ma sentirne parlare ad un giornale radio, ove da certi problemi spesso si preferisce astenersi: si vuole fare credere che i problemi siano altri.
Ci sono tante voci soffocate nel nostro paese; voci a cui in pochi danno credito, e difficilmente riescono ad emergere, dato lo svantaggio creato dalla mancanza di diffusione da parte di coloro che hanno il potere effettivo, appunto, di diffondere.
Forse non abbiamo mai tempo, credo, di pensare. Dico, proprio, di fermarci e pensare, pensare a qualcosa che non sia obbligatorio pensare e a qualcosa che non siamo portati a pensare. A porci in altre realtà, come ad esempio, dato il tema trattato odierno, il Brasile.
Oggi propongo a tutti voi, almeno per una volta, per la durata di un breve documento, di modo che tutti possano avere il tempo e la voglia(Oltre che la possibilità) di leggerlo e di rifletterci su, nonché di diffondere il pensiero e le informazioni, poiché questo è il fine ultimo di quanto scrivo e, se anche una sola persona diffondesse anche una sola informazione, questo documento non sarà stato scritto invano.
Una prima possibilità di riflessione che mi sembra opportuno proporre ora è quella delle subculture. La situazione, spesso, non è mai così semplice come la si crede. Non è in una giornata che si diventa scienziati, allo stesso modo, non è in pochi minuti che si apprende la realtà. E forse, anche vivendo in una realtà, se non ben esplorata, non la riusciremo mai a vedere così come è.
Si prenda ad esempio la nostra cultura occidentale, o ancora più nello specifico, quella italiana. All'interno di questa vi troveremo molte subculture. Correnti che non seguono, che sono distaccati, da quella principale, che è la cultura dominante. Certe personalità sono spinti per natura o per indole ad una diversa corrente rispetto a quella più diffusa, o per motivi famigliari, o economici, e chi più ne ha più ne metta.
Allo stesso modo nascono anche le subculture che vanno controcorrente; ovvero quelle culture che arrivano a un incontro-scontro(In cui incontro è inteso nell'ambito spazio-temporale e scontro è inteso sul campo ideologico-culturale). Quando ciò accade, è comodo per la cultura dominante occultare le altre minori, che continuano tuttavia a scorrere inesorabilmente.
Scrive Karl Marx: “La storia è una storia di lotte di classe”. Cosa intendeva costui? La risposta è da ricercarsi nel termine lotte di classe, e nella storia stessa. Si pensi ai romani, e allo continuo scontro dei patrizi contro i plebei, o ancora alla rivoluzione francese e ai disagi del cosiddetto Terzo Stato, mentre i “ricchi” continuavano a condurre una vita di eccessi e di privilegi.
Dunque, continua a spiegare Marx, quando le classi si scontrano, si possono avere due risultati: o una rivoluzione, o una sconfitta da parte di entrambe le parti.
Ultimamente, nel mondo, stiamo vedendo molti tentativi rivoluzionari, lo scontro tra le lotte di classe è ora più aperto che mai. Fino ad ora, nei tempi recenti, non abbiamo notizia di grandi rivoluzioni, il massimo che abbiamo potuto vedere sono state le primavere arabe, che tuttavia non sempre hanno avuto successo, come nei casi della Libia e della Siria.
Attenzione, tuttavia, un avvertimento a tutti conosciuto, a tutti insegnato, molto banale, ma scomodo, e perciò si tende a dimenticarlo: non si scherza col fuoco. Certo, siamo portati a farlo, ma va compreso: abbiamo visto la Guerra Fredda, abbiamo visto la minaccia nucleare. Il mondo intero è un'enorme polveriera, anzi ora azzarderei dire un grande reattore, dati gli sviluppi sull'atomica, posseduta ormai da un gran numero di stati, tutti di grande rilevanza. Il mondo è sempre in costante rischio di una Grande Guerra Mondiale.
Pensate, comunque, quanto è dannosa una guerra anche per un solo paese. Si pensi all'Iran degli anni '70, e si pensi all'Iran di oggi: quante cose possono accadere in poco più di quaranta anni! Quanti danni possono essere fatti in tempi così brevi!
Il tempo stringe, delle regioni son sempre più soggette a continui spasmi, la storia è dinamica, mai si è fermata, è bene prenderne atto perché in caso contrario si cadrebbe in una disastrosa visione utopica, la quale fodererebbe inesorabilmente i nostri occhi.
Come ora può scoppiare il Brasile(E l'ultima volta risale solo al 2014, quando per attrezzarsi per i mondiali di calcio si è creata un'enorme tensione nel popolo), domani chissà, se il malcontento continua a salire, e se continuamente paesi son soggetti a rivoluzioni.
Buona lettura.



BRASILE 2016

Correva l'anno 2016... pardon, scusatemi, deve ancora correre, si è ancora in tempo per cambiare le cose: il presente non è altro che il passato che mangia il futuro, come dice Murakami, e come io cerco di prenderne atto.
Siamo in Brasile, già oggi. Siamo consapevoli che i bambini che vivono in strada in maniera permanente sono sette milioni, mentre quelli che comunque occupano le strade per lunghi e continui tempi sono più di trenta milioni, e lo scrivo in cifre così che il numero sia ancora più chiaro:
30 000 000, ovvero ben più della metà degli abitanti dell'intera Italia.
Il destino non ha regalato un'ottima situazione a questi ragazzi, esposti, data la loro collocazione, continuamente ai problemi della droga e dell'alcol, ben diffusi in città come Rio De Janeiro e San Paulo, le cui favelas sono distese infinite, perlomeno alla vista, di persone.
Come se non bastasse a tutti i problemi che ha la popolazione di per sé si aggiungono le Olimpiadi 2016, per le quali è stato già avviato un programma di “pulizia” delle strade, dai cosiddeddi “meninos”, i bambini. Lo so, ho utilizzato un termine orribile: “pulizia”, ma di certo non sono stato io ad inventarlo.
L'eliminazione degli infanti è e sarà portata avanti dalle forze di polizia.
Tutt'ora si stima che da dieci anni fa a questa parte la media di omicidio di bambini in Brasile sia di quattro morti al giorno. Avere una stima del genere è molto difficile, come è difficile averne una più veritiera di questa in quanto non sempre si hanno testimoni(E soprattutto non sempre si ha il tempo di ascoltarli). Le circostanze, inoltre, non sono mai del tutto certe: a volte è complicato distinguere gli adolescenti che sono veramente potenzialmente pericolosi, da quelli che non lo sono, data la gran quantità nelle strade di persone, anche di giovane età, che non si reggono in piedi data la quantità di stupefacenti che hanno assunto.
Certo, questo è un conto, vi saranno delle persone pericolose, magari anche giovani, ma quando si sente dire che la polizia brasiliana ha ucciso nel ssolo 2014 più di 58 000 persone, un po' ci si stupisce, anche confrontando con i dati del 2013, in cui sono state uccise circa 55 000 persone. Abbiamo idea di quante siano realmente più di 3 000 persone, o questi numeri rimarranno solamente numeri, privi di un volto e di una personalità destinata ad annullarsi e a cader dimenticata, come non fosse mai esistita, come forse sarebbe stato meglio che fosse?
Ma non voglio insistere sui numeri e sulla vostra umanità, che di sicuro, se siete arrivati a leggere fino a qua, esiste, voglio tuttavia far comprendere che non potranno mai essere giustificati, per ragione del mondo alcuna, tutti gli abusi sulle bambine o sulle varie torture imposte dalla polizia. Quelle non possono avere un senso, è impossibile che siano avvenute per “legittima difesa”, impossibile.
Lo stato è rimasto a guardare, d'altronde l'ha già fatto in diversi casi. Devo citarne alcuni? Quella del carcere di Carandiru, nel 1992, le cui testimonianze fanno ancora rabbrividire tutt'oggi, o la notte della Candelaria, o ancora le squadre della morte che hanno agito il 31 marzo 2005 e il 22 giugno dello stesso anno.
Ora la situazione è denunciata da paesi lontani, e il Brasile, per difendersi, ha imposto delle sanzioni per la polizia che abusi del proprio potere: il senato brasiliano ha approvato la legge che classifica la tortura come un crimine grave, e come tale la punisce con pene detentive da due e 8 anni, 16 anni in caso di morte della persona maltrattata. Ma cosa sono sedici anni per la morte di una persona?
Che risposte sono? Di sicuro queste sono troppo deboli.

La giornalista Rosanna Turri su Fuoco Vivo scrive la seguente testimonianza: Una ragazza di Copacabana chiamata Paulina mi raccontava: "Devo andare via, mio figlio mi aspetta". "E quanti anni ha tuo figlio?", chiesi io, "sette lui, mentre io ne ho già sedici!'l, rispose lei. "Non è possibile", esclamai. Lei mi rispose "Tu non capisci, lui è mio figlio di strada, lui è piccolo, io lo custodisco, lo difendo, lo curo, mi interesso a lui. Io ho il mio uomo, non siamo sposati, ma è lo stesso il mio uomo.
Lui va a rubare per me, mi dà da mangiare, mi dà la roba, mi protegge".


A volte, senza leggere testimonianze, o essere in diretto contatto con il problema, non ci rendiamo veramente conto di quel che possa significare un numero, un dato, un'informazione.
I dati di cui ci siamo resi conto ora sono destinati ad aumentare drasticamente, col nuovo programma di pulizia delle rio, delle strade.
Inoltre l'80% delle scomparse di persone sono di ragazzi dai 14 ai 29 anni, un altro dato di quelle persone che non si aggiungono ai morti e neppure ai vivi, ma che rimangono sospesi chissà dove, scomparsi, e spesso di loro, non si avrà più notizia.
Per chi volesse cimentarsi a fare il detective youtube e più in generale il web è zeppo di video di omicidi e maltrattamenti, nonché di storie inascoltate, alternate a poche testimonianze, tenute il più possibile nascoste poiché appartenenti alle subculture, che in questi casi intralciano il cammino della popolazione più sviluppata, dell'”Ordem e progresso” che si legge sulla bella bandiera brasiliana. I poveri abitanti delle rio sono la feccia, sono l'intralcio verso un Brasile sviluppato e slanciato a dare un'ottima impressione alle prossime olimpiadi al resto del mondo, soffocando una realtà, che seppur silenziosa, continuerà ad esistere.
L'invito è quello di rimanere umani. Alla domanda: “Cosa possiamo fare, noi, a livello pratico?” la mia risposta è: non lo so, ma di certo, evitando di dare share alle prossime trasmissioni delle olimpiadi si sarà un'idea di una tendenza invertita, e quando i guadagni sono pochi, anche i potenti iniziano a porsi qualche domanda. Il nostro comportamento, la nostra attenzione, è la cosa che fa più paura a coloro che gestiscono il potere su questo pianeta, e siamo proprio noi ad alimentare di legna il camino, che, in caso contrario, finirebbe per spegnersi.
Siete ancora sicuri di voler seguire le olimpiadi del 2016?




sabato 20 febbraio 2016

MORTE DI UMBERTO ECO

MORTE DI UMBERTO ECO

Nella notte tra il 19 e il 20 febbraio 2016 l'Italia ha perso un grandissimo scrittore, un illustre semiologo e un magnifico filosofo in una volta sola, con la morte di Umberto Eco, avvenuta all'età di 84 anni, nella sua abitazione di Alessandria.
Lo annunciano i parenti e gli articoli su "La repubblica", quotidiano con cui Eco ha spesso collaborato. Pubblicò l'ultimo romanzo nel 2015, e stava lavorando ad un nuovo romanzo, che sarà comunque pubblicato prossimamente. L'ultima apparizione pubblica ad Alessandria, in settembre.

O capitano, capitano, mio capitano
Lo scrittore era recentemente diventato capitano de "La nave di Teseo", in collaborazione con Elisabetta Sgarbi, per contrastare l'enorme fenomeno Mondadori-Rizzoli-Mondarizzoli, come li chiamava Umberto-, dunque una morte inaspettata, come quelle che colgono i protagonisti dei suoi romanzi. Tra i suoi lavori di narrativa più famosi troviamo "Il nome della rosa", titolo odiato da Eco, che lo definì il suo peggiore lavoro, ma quello che attirò di più l'attenzione del pubblico. Scrisse anche "Il pendolo di Foucault" e continuò a tenere conferenze fino a pochi mesi fa.

Lo strano caso di Harper Lee
Ricordiamo anche la morte della scrittrice americana Harper Lee, autrice de "Il buio oltre la siepe". Pubblicò l'ultimo romanzo poco tempo fa, affermando di avere ritrovato il manoscritto pensando di averlo perso per sempre(Lo scrisse molti anni fa). Ed ora è morta, a soli poche settimane dalla pubblicazione.
Accade nella storia della letteratura che avvengano sincronie, qualcuno ha parlato di transmigrazione di anime, o semplicemente casualità, come è una casualità quella di questa notte: due grandi scrittori morti a poche ore di distanza l'uno dell'altra, il primo a 84 anni e l'altra ad 89, lontani di casa, ma vicini di lavoro.

Un nobel a portata di mano
Il grande scrittore italiano avrebbe-probabilmente- presto riportato lustro alla letteratura italiana, che pure non vede un nobel per la letteratura dal 1997(Dario Fo), invece non ne ha avuto tempo. Chissà, magari era d'accordo con Sartre, lo scrittore francese-l'unico ad avere rifiutato il premio- il quale affermava che l'operato di uno scrittore può essere giudicato solo dopo la sua morte. Ora nel mondo tutti sentiranno la mancanza della visione del mondo(La "visio mondi") di Eco, che vendette più di 14 milioni di copie dei suoi libri nel mondo.

Umberto, il tuo nome farà Eco
Quando scrittori del calibro di Eco muoiono, l'oblio non è inevitabile. Se io ora dicessi Manzoni, Alighieri, Petrarca, sono tutte persone vissute centinaia di anni fa, che fanno durare il loro nome nel tempo. E più dura, più li onora, questi geniali autori che hanno dedicato la loro esistenza a lasciare opere che finiranno nella storia e sui banchi di scuola di ogni studente nel mondo. In tanti hanno avuto successo solo dopo la morte; nel caso di Umberto solo il tempo sottrarrà ogni dubbio, per questo scrittore che è divenuto famoso in vita, ma forse non quanto avrebbe effettivamente meritato. Il suo nome farà Eco e darà indicazione ai tanti aspiranti semiologi, filosofi e romanzieri dispersi nella grotta del loro lavoro.

martedì 19 gennaio 2016

I MIEI AUGURI AL MAESTRO

EDGAR ALLAN POE,

Oggi, o diletto, compi 207 anni. Auguri!

19 gennajo 1809-19 gennajo 2016

"E' questo il dramma chiamato "Uomo"
E il suo eroe è il verme conquistatore"

lunedì 7 settembre 2015

IL SEGRETO

IL SEGRETO: SULL'ETICA

CULTURA D'ESTATE 90


SULL'ETICA



Il mondo va degenerando, e questo è appurato.
Non scriverò, in quanto segue, una semplice critica, ce ne sono già troppe, se ne sentono a bizzeffe e non si legge d'altro sui giornali: che noia! Anche se mi pare di vedere molte persone che, leggendo, non si stufano mai delle stesse tematiche, o di guardare sei volte al giorno il telegiornale.
Io non voglio però la solita minestra riscaldata, quindi oggi vi dirò di come poter ovviare a vari problemi, pur rimanendo nella mia ignoranza: sia chiaro, non ho nulla di più del giornalista che propone il solito articolo(Anzi, forse ho di meno), semplicemente penso che quanto segue, nella mia mancata modestia, possa essere utile anche ad una sola persona che non vi abbia pensato.
Sulla prima affermazione già molti mi potranno criticare e affermeranno che il mondo non sta affatto degenerando. Dipende dai punti di vista. Ci sono gli eterni ottimisti, e c'è chi ormai si è convinto della propria visione pessimistica, credendosi realista, e che difficilmente riesce a cambiare idea(Per Dio! Spero di riuscirci!).
Ma cosa significa veramente degenerazione? Sto parlando a vanvera o con cognizione di causa?
Pensiamo alla nostra cultura. In primis a quella mondiale, ma dato che ultimamente si pensa molto ai problemi del Bel Paese, parliamo proprio dell'Italia. Orsù, chi mi potrà negare tutti gli artisti che abbiamo avuto? Gli scienziati, gli scrittori, la storia che abbiamo scritto, le grandi civiltà che abbiamo ospitati. Ci siamo visti passare davanti il mondo! E non è poco!
Le persone, fino alla Belle Epoque italiana, che ha seguito di qualche decina di anni quella francese di fine Milleottocento, pensavano soltanto a mangiare e a sopravvivere, un po' come le altre specie animali, un mero istinto di sopravvivenza, o, come direbbe De André: “Delle specie di cinghiali laureati in matematica pura”.
Dopo la Belle Epoque, invece, l'importanza, oltre al lavoro, viene attribuita al tempo libero, utilizzato per divertirsi: nascono così le prime attrazioni(D'altronde, se ci pensiamo, è proprio in quegli anni che i fratelli Lumiere lavorano al cinema).
Oggi vediamo un buon 50% delle persone per la strada “attaccati” al cellulare. Non voglio discutere troppo: sarà per lavoro spesso, quella telefonata, ma non penso che proprio tutte lo siano. E i piaceri sono certo importanti, ma cavoli, un po' di equilibrio, almeno quando si cammina per la strada!
Gli elementi di cultura stanno diventando sempre più di nicchia. Pensiamo ai pienoni per ogni spettacolo teatrale, all'importanza della critica del pubblico e agli applausi: ora vi sono molte meno rappresentazioni e tanti altri elementi di cultura sono così: ormai rimasti puramente rappresentativi, perché la cultura ormai è altra.
Molti potranno obiettare che questa è soltanto evoluzione, che nel corso della storia è continua, ma come possiamo mettere a confronto il tempo passato a giocare a Ruzzle e quello passato a vedere il Nabucco?
Come possiamo pensare che in Italia vi siano quasi più scrittori che lettori?
Come possiamo pensare, infine, che ai telegiornali invece di parlare delle grandi guerre che affliggono i nostri giorno del NOSTRO mondo, parlano invece del piatto preferito di Justin Bieber?
L'opinione pubblica, ormai, è fortemente incentrata sui vari delitti: Jara, Chiara Poggi, Avetrana, sono oggi termini molto più conosciuti di Baudelaire, di Shakespeare, di Baratono, e che possiamo farci, noi?
La risposta da dare non è certo facile, ed esporla in un saggio breve di poche pagine pensando che sia completa non è certo opportuno, ma posso fornirvi alcune linee di pensiero su cui lascirvi avviare la vostra riflessione(D'altronde non tutti concorderebbero con la mia visione, ma vi sono fatti che son lì, son quelli, e non si può fare nulla per modificarli, perché su un albero c'è non si può dire che non sia presente).
Si potrebbe anche pensare che “Non è un mio problema”. Ma come? Ed è un tuo problema occuparti di quanto pesa il nuovo canarino di Paris Hilton?
La risposta potrebbe essere: “Sono informazioni che mi fanno piacere. Lavoro tutto il giorno e non voglio pensare alla biochimica, quando torno a casa”.
Benissimo, ognuno la pensa alla sua maniera. Sei liberissimo si sapere quanto pesa questo benedetto celebre canarino, ma devi essere a conoscenza dei problemi più grandi del nostro mondo!
Perché se il popolo è ignorante il sovrano può fare tutto quello che vuole!
Questo non significa dovere andare a teatro tutte le sere e neppure una volta rimanere a casa a vedere “Paperissima sprint”, significa avere quanto meno una visione d'insieme, significa avere un pensiero critico e sapere giudicare un dato operato.
Perché noi siamo gli elettori di questo paese. Dovremmo essere un minimo informati sul pensiero di chi votiamo, o ci piace solamente il suo cartellone elettorale? D'altronde oggi i politici spendono di più per il cartello elettorale(E per le tecniche di persuasione che dovrebbero agire in chi lo guarda, studiate da figure apposite), invece che diffondere la propria linea di pensiero.
Molti, oggi, pensano che i fatti siano molto più importanti dei pensieri. In una società sana come da modello aristotelico questo discorso non ha senso, perché se ad ogni azione corrisponde una reazione, questa corrisponderà anche ad un pensiero, perché anche quella è un'azione, e noi dobbiamo capire dalla maniera di parlare e di divulgare le proprie opinioni da parte di un politico, se quello andrà dritto ai fatti o continuerà ad arringare.
In somma, come ci dice il signor George Orwell: “Occorre un grande sforzo per vedere quanto abbiamo sotto il naso”, ed è proprio vero. E per vedere tutto, e dico proprio tutto, anche ciò che è invisibile all'occhio, occorre avere un pensiero critico che, negli ultimi tempi, si sta parecchio perdendo a discapito della cultura che ci caratterizza e che ora sembra uniformarci al modello importato americano(Ora non voglio criticarlo, ma sicuramente ve ne sono di più ricchi, e se ci pensate anche loro fanno autocritica: all'EXPO 2015 il loro tunnel finisce in un Mc Donald's e non ci credo che loro si siano voluti vantare di quella cultura infetta).
Abbiamo il diritto di pensarla come vogliamo, ma bisogna prima di tutto conoscere. E quando tutti gli abitanti di questo mondo conosceranno, ho idea che le cose funzionerebbero in maniera molto diversa(Molto migliore), e questo sottolinea che l'unico male del mondo è proprio l'ignoranza.
Insomma, restiamo umani.

TRADURRE IL LATINO

TRADURRE IL LATINO

CULTURA D'ESTATE 89 BIS

Carissimi, questa è l'ultima volta che ci parliamo a tu per tu su questo blog(Perlomeno suppongo, poi non si sa mai).
Ringrazio chi mi ha voluto lasciare il suo sostegno nei commenti,e ringrazio anche quei lettori silenziosi che, dalle statistiche, so che ci sono stati, sebbene in numero limitato.
Quest'estate ho avuto occasione di arricchirmi anche io, e se avessi dovuto fare anche un solo articolo interessante per una singola persona, be', il mio lavoro non sarà stato vano e posso ritenermi soddisfatto.
Sono consapevole che la qualità della mia scrittura è stata spesso bassa per via del poco tempo: dovevo presentarvi almeno un articolo al giorno, e mi interessavano più che altro i contenuti, ma il nostro percorso l'abbiamo fatto e, in linea di massima è stato lineare.
Non scordatevi di leggermi su Letteratura Rossa. A proposito! Parliamo un po' di questa prima di passare alla rifinitura dell'ultimo articolo(Che, se vi ricordate, ero stato costretto ad interrompere, e scusate se questi sono giorni di fuoco, proprio all'ultimo, ma domani avrò due esami scritti). Inizierò a pubblicare regolarmente a partire dal 14 di settembre, entro e non oltre le ore 21: 15(Può essere un orario adatto? Suggerite voi).
Sto inoltre lavorando ad inserire un podcast per registrare la mia voce e alla creazione di una chat.
Ricordo che sarò sempre disponibile con gli studenti che avranno bisogno di aiuto e dal 14 si organizzeranno veri e propri gruppi di lavoro.
Non fraintendetemi, io farò questa attività volentieri, ma mi costerà tempo(Parecchio!) e fatica, dunque entro settembre vorrei vedere commenti e partecipazione, altrimenti il lavoro che vado ad intraprendere non avrà senso e interromperò le attività fino a data da destinarsi.
Adesso non ha molto senso parlare di numeri, ma indicativamente servirebbero almeno 5 commenti ad ogni mia pubblicazione. O perlomeno il farsi sentire con i mi piace. Non che mi importi dei mi piace, ma è sintomo che a qualcuno queste cose servono, altrimenti sono qua come un deficiente a scrivere a vuoto e, con tutte le cose da fare, non ha molto senso.
Scusate per la presa di posizione.
Per ogni dubbio o domanda scrivetemi un bel commento.
Poi, giornata di oggi: qui vi finisco l'articolo, e poi pubblico quel famoso saggio sull'etica, classicamente, senza commento alcuno, sarà il cultura d'estate 90, l'ultimo, che seguirà di pochi minuti questo.
Per questo saggio ho dovuto lavorare parecchio(Come avrete intuito), dunque usatelo a vostro scopo personale, ma, per favore, non pubblicatelo in parte alcuna.
Qui ci salutiamo, e ci risentiamo, come già detto su letteratura rossa. 
Buoni articoli!

Davide


Dunque, dunque, dunque, dove eravamo rimasti?
Ah sì, dovevamo tradurre la nostra versioncina.
Mi pare di avervi dato anche qualche consiglio su quanto il tepo sia importante, sebbene questo non fosse strettamente inerente a quanto dovevo effettivamente dirvi. Spero che vi sia stato utile, in qualche modo.
Passiamo al lato pratico e bando alle ciance: come tradurre.

1) Leggete la versione. Ehi, non barare. Tutta, non fino al punto, fino alla fine!
2) Rileggetela fino al punto. Sì, ora potete farlo.
3) Cercate sul vocabolario tutte le parole dei quali significati non siete sicuri. Tutte! Ci sono molti falsi amici, proprio come nella lingua inglese.
4) Prendetela serenamente! Non vi stanno torturando e potete benissimo farcela! Il latino non è una lingua morta perché continua a vivere nell'italiano e vi aiuta a riflettere sulla vostra lingua madre. La riflessione poi tiene attivo il cervello; d'altronde, perché dovrebbe essere facile tradurre ciò che scrivevano 2000 anni fa?
5) Non traducete parola per parola, anche se ora conoscete il significato di tutto! Controllate sempre la concordanza di genere  numero e caso. Poi individuate il vostro predicato(Il verbo) e collegate in un discorso che innanzitutto abbia senso, e che in secondo luogo sia veramente rispettoso del significato letterale. Per svolgere questo passaggio serve una conoscenza di base delle quattro coniugazioni attive e passive e delle declinazioni, nonché dei principali pronomi. Per il resto è tutto ragionamento!
6) Bravi! Avete tradotto. Ora rileggete. Questo è un buon italiano? Riscrivete la versione(Se necessario) con le parole nel giusto ordine e con termini più adeguati, più consoni alla nostra lingua attuale(Invece di mesto potete dire triste, invece di salvo ed integro potrete scrivere sano e salvo, insomma).

Alla luce di questi sei consigli d'oro, possiamo passare alla nostra traduzione della versione che vi passai(Quella del falso indovino, per testare quanto foste capaci di fare. Sarei curioso, nei commenti, di vedere come ve la siete cavata! :)

Al centro della piazza un indovino prediceva il futuro: "Donne e uomini" acclamava: "Annuncerò a poco prezzo il futuro".
Ma una donna furba scoprì la falsità dell'indovino: "O profeta", esclamò: "Dei predoni derubano la tua casa, uccidono i tuoi servitori".
Il profeta, agitato, si precipitò alla sua casa, poi, dopoché vide la casa tranquilla, entrò frattanto nella piazza e, adirato, apostrofò la donna: "Perché, o donnetta malvagia, colle tue bugie mi hai turbato?"
E la donna rispose: "Tu, con le tue false notizie, hai sconvolto gli animi di donne e di uomini".

LETTERATURA ROSSA ULTIMA CHIAMATA

ULTIMA CHIAMATA

Ecco il link al blog:

letteraturarossa.altervista.org

sabato 5 settembre 2015

LETTERATURA ROSSA

Ecco il link al nuovissimo e presto attivissimo Letteratura Rossa:

letteraturarossa.altervista.org

TRADUZIONI LATINE

TRADUZIONI LATINE

CULTURA D'ESTATE 89


Ieri vi ho proposto una versione. Oggi assieme la traduciamo e vi do qualche dritta.
Anzitutto, all'inizio non ci sono molte vie di uscita: i saperi di base devono esserci. Ed è inutile studiare volta per volta il piuccheperfetto congiuntivo passivo della terza coniugazione, serve avere una visione d'insieme, collegare le varie cose ed imparare velocemente.
Il tempo è l'unica cosa che non può essere recuperata. I dieci minuti che perderete con questo post non potranno in alcun modo essere recuperati, ma, se mi vorrete seguire con attenzione ed ingegno noterete che si riesce a fare anche molto altro e si risparmiano decine di volte tanto quei dieci minuti.
Un altro metodo per dare valore al vostro tempo è contare quanti giorni di vita avrete.
Qui potrete farlo. Considerate che nella vita ci sono circa 30000 giorni, in media. Se ne avete già 10000 siete ad un terzo della vostra esistenza. Questa può essere una bella "sberla per alzarvi la mattina".
Orbene, torniamo al nostro latino.

PS scusate, finisco di scrivere più tardi per via di un impegno improvviso. Non dimenticate di tornare, questa sera!

venerdì 4 settembre 2015

LETTERATURA ROSSA

LETTERATURA ROSSA è online!
Visita il link che segue e ne saprai di più!
letteraturarossa.altervista.org

IL LATINO

IL LATINO

CULTURA D'ESTATE 88


Dunque, oggi parleremo di latino. Non mi metterò a fare la lezioncina, ma chi ha fatto latino ora può vedere quanto si ricorda.
Orsù, forza, vocabolario alla mano e pronti a tradurre la versione che ora qua sotto vi scrivo. Domani vi riporterò la traduzione assieme al nuovo articolo. Buon lavoro!

DE FALSO FATIDICUS

In medio foro fatidicus vaticinia praedicabat: “Feminae et viri”, clamabat “Parbo pretio futura nuntiabo!”
At callida femina fatidici fallaceam denudavit: “Propheta”-Clamavit- “Piratae villam tuam compilant servos necant!” sollicitus fatidicus ad villam ad volavit; postquam autem villam quietam vidit, interum in forum intravit atque iratus feminam rogavit: “Cur, improba muericola mindaciis tuis me perturbavisti. Respondit femina: “Tu, falsis nuntiis, feminarum et virorum animos perturbavisti”.

giovedì 3 settembre 2015

LETTERATURA ROSSA

LETTERATURA ROSSA.
Vi prego di diffondere.
Per i ritardatari, questo è il link al nuovo sito\blog.
letteraturarossa.altervista.org

SME

SME

CULTURA D'ESTATE 87


Buongiorno a tutti. La nostra rubrica sia avvia verso la fine, e io voglio farvi conoscere un'iniziativa: the incipit. Se provate a cercare su google fate clic sul primo risultato. Qui si possono leggere storie e si possono scrivere, e si fanno anche interessanti competizioni. Ho iniziato un mio racconto, anche se non mi ci sono poi impegnato troppo. Questo è quello che ho scritto. Se vi interessa commentate e andate al link che c'è in fondo all'articolo.
NB: c'è un'interessante novità che permette ai lettori di suggerire la modalità migliore di continuare le storie, e l'autore, in teoria, dovrebbe obbedire. Come volete che la mia storia continui? Fatemelo sapere! Basta crocettare l'opzione che più vi aggrada. Sono al secondo episodio e bisogna farne dieci.

SME, come tutto ebbe inizio”Un u

Un’Unione Europea compatta! Questo serve a noi! Un’associazione che racchiuda tutti i troppi trattati istituiti in decine di anni, un qualcosa di fantastico, di quasi irreale, talmente perfetto che i cittadini non sapranno nulla, vedranno solo che le cose inizieranno a migliorare e voteranno nuovamente il vostro governo!”.
Era un freddo pomeriggio di metà novembre quando le fallaci parole dell’impostore scelto dalla SME per convincere i governi a siglare il più grande trattato della storia europea.
Lui lo sapeva, tutto quello che avrebbe dovuto fare sarebbe stato arrivare lì, fare il suo discorso con la scaletta che gli avevano proposto, ovviamente tutte cose false, ma a lui nulla importava, dopo avrebbe ricevuto la sua quota, e se necessario, avrebbe tenuto altri discorsi.
Ma ciò non è stato necessario, perché quella sera tutti i ventotto stati del’UE sottoscrissero il trattato che per sempre avrebbe limitato tutti i governi, in un circolo sempre più esteso, i cui venti saranno sempre più agitati, sì, ogni giorno di più, fino a creare un vortice, un vortice con la spirale senza fine del debito.
Ma questo ai grandi che controllano l’Europa non interessa: per loro c’è solo il potere: l’essere rivotati ancora significa avere tutto! Poi il non conoscere le vere conseguenze della siglatura del trattato non sembra avere interessato qualcuno, per la fortuna del presentatore di turno. Inoltre tutti gli affari burocratici e tutte le scartoffie se ne sarebbero andati con una semplice firma. Semplice, no?
Il governo della Germania sembra il più consapevole, forse conosceva già le conseguenze? Forse aveva accordi particolari? Ed  proprio la Germania a fare più sponsor al programma di lavoro.
Quel giorno a Strasburgo tutti si chiedevano: “Ma chi saranno mai questi grandi signori della SME?” O ancora: “Di che nazionalità saranno?”, ma le risposte sembrano destinate a non vedere la luce, non certo quella della verità.
Scrive De Andrè: “Si sa che la gente da buoni consigli, quando non può dare il cattivo esempio”, così certo tutti presero a trattare con gli stati presenti, proprio lì, nel parlamento stesso, sotto gli occhi di tutti e della SME, che fissa inerte ma non inerme ogni singola mossa di ogni cittadino europeo con le telecamere invisibili istituite maliziosamente dal trattato in questione.
I cittadini non seppero nulla, quella doveva essere una semplice riunione per stipulare un trattato sulle zone di carico scarico merci navali qua in Europa.
L’aria è quella dell’ottimismo quando i politici si apprestano a tornare ai loro paesi. Tutti si lasciano con ambiziose promesse di altri trattati, di speciali alleanze, aiuti tra paesi a stringere ancora di più i legami, quando mai messi a rischio dai movimenti anti UE, sempre più dilagati tra i semplici civili.
Ben presto le cose in ogni paese dell’Europa finirono per migliorare. La recessione si fermò per ogni paese: Grecia, Spagna, Italia, dappertutto. L’Europa è un centro fiorente di capitalismo che basa tutto sulle conquiste in ambito economico sui più deboli, e ben presto l’euro diventa la moneta di gran lunga più importante rispetto a tutte le altre messe assieme, che ricevono un’incredibile svalutazione. La Banca Centrale Europea diventa la più importante Banca a livello mondiale, il cui andamento soggioga tutte le altre bande.
I soldi sì, continuano ad arrivare dalla SME, misteriosi assegni, concessioni, che i vari paesi ricevevano direttamente in parlamento, non tramite posta, ma da un postino di turno incaricato, uno per ogni paese. Sembra anzi che per ogni paese ci siano molti addetti della SME a controllare la situazione. 
Dove hanno preso tutte queste cose e tutto questo potere?” era la domanda principale sulla bocca di tutti i parlamentari, ora sorridenti, per via degli stipendi aumentati. Ma la domanda sembrava cadere nel vuoto, nessuno pareva darci veramente importanza, perché i risultati erano quelli, tangibili, e tutto il resto, che importanza aveva?
Insomma, le cose, per l’UE, non erano mai andate così tanto bene, che intanto era arrivata ad includere anche altri paesi, su grande richiesta: la Svizzera, i paesi Baltici, la Russia, Israele, e tutti ne traevano vantaggio. Solo chi era geograficamente fuori dall’Europa non poteva entrare a far parte di questa unica grande madre delle organizzazioni e delle benevolenze.
Chi verrà a conoscenza dell'esistenza della SME?
  • Proponete voi (0%)
  • Un paese intero nel quale un parlamentare si lascia sfuggire una parola di troppo (100%)
  • Un gruppo di civili (0%)
Episodi:12Next
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  • COME TUTTO EBBE UNA SVOLTA
Come sapete la SME deve essere tenuta nascosta ad ogni popolo.
Un parlamentare polacco, tuttavia, in un’intervista si lascia sfuggire qualche parola di troppo che collega molti dei fatti che stavano accadendo nell’ultimo periodo.
L’intervista divenne famosissima e subito censurata dal governo, ma la Polonia già sapeva. Nulla, tuttavia, sarebbe dovuto trapelare all’estero.
D’altro canto neppure i politici la sapevano davvero tutta, sulla SME, e lui aveva solo detto, in tutta sincerità, quel che sapeva, ora il popolo aveva sete di informazioni, il popolo colto sicuramente.
Dunque si sentiva il bisogno specifico di risolvere il tutto.
Ma chi si nasconde veramente dietro la SME? 
Il trattato reale, che avevano solo i funzionari della stessa, sanciva gravi limitazioni di libertà ad ogni singolo stato. I soldi ora erano prestati, ma la moneta sonante producibile veniva ridotta di quantità. In particolare ogni stato deve pagare pesanti tangenti a questo misterioso organo.
Per il resto, era tutto apparenza, e le apparenze sono tutto. Ma tutto, prima o poi, ha una fine.
Dunque il gruppo dei nostri eroi, che adesso andremo a conoscere si fa avanti.
I giovani di oggi sono incredibilmente telematici. Tra di essi vi è un hacker di diciassette anni, un vero e proprio stratega di diciannove anni. E un atleta della medesima età.
Dunque è necessario aprire una parentesi su di loro.
Erano in un bar, a chiacchierare amabilmente del più e del meno, quando sentirono l’intervista, presentata in tutti i telegiornali polacchi, delle parole di troppo del politico.
Non giungerà infine un solo giorno in cui loro non si siamo impiegati ad avere informazioni.
Questo è quanto  avvenuto dopo.
Ragazzo informatico(17): Alesky
Ragazzo atletico(19): Jacec
Ragazzo stratega(19): Rafael
Alesky: “Ragazzi, siete riusciti ad ottenere qualche informazione=
Jacec: “Hei, l’informatico qua sei tu, noi ci limitiamo ad agire”
Alesky: “Sì, a su internet è tutto censurato, sono dovuto andare a cercare le informazioni sul deep web. E’ davvero difficile distinguere i falsi complottari da chi dice il vero, Rafael, dammi una mano”
Rafael: “Dimmi tutto”
Alesky: “Su questa chiavetta USB troverai tutti gli articoli più rilevanti che sono riuscito a reperire. Ci sono stato tutta la notte”
Jacec: “Ah ah, sì, grazie tanto di rendermi partecipe! Non possiamo analizzarli qua assieme? O sono considerato proprio lo scemo del villaggio?”
Alesky: “Hai ragione, allora vorrà dire che ve li farò leggere. Ma non qui, c’è troppa gente, venite a casa mia”
I ragazzi si incamminarono. Sulla strada poterono osservare tutti i progressi fatti dalla tecnologia: davvero incredibili. Quei megaschermi sui palazzi prima erano fantascienza, o cose possibili solo a New Jork, non di certo lì, a Stettino.
Il progresso può significare mille e mille cose diverse e apporta positività e negatività. Se le prime sono tangibili e appajono all’occhio di tutti, le seconde sono più difficili. Certo, prima fra tutte troviamo la SME, ma non ci pare che stiamo andando perdendo la nostra cultura, la nostra vera identità.
Pensiamo a quanto è stato fatto negli ultimi tempi. Anche solo ai telefoni cellulari di ultima generazione, senza i quali le persone sarebbero in gravi difficoltà di continuare a condurre una normale esistenza. I libri, sempre più screditati, il valore critico che va perso(In molti se ne sono davvero lavati le mani quando sono venuti a sapere di un qualcosa di malefico come la SME, tuttavia non sembra che si faccia molta leva su questi argomenti, quanto su altri futili, come per sdrammatizzare qualcosa che non appare più come un dramma, ma che appare come un fatto del quale non importa più nulla a persona alcuna.
Non sarebbe stato d’altronde troppo evidente bruciare, in uno scenario da Farenheit 451 tutti i libri sulla faccia della terra? Non si sarebbero opposte tante persone(Non per il libro, ma per il fuoco utilizzato, oramai vi è una stigmatizzazione di quanto associabile alla violenza). Dunque quale metodo migliore per fare scomparire lentamente un qualcosa al fine di ottenere lo stesso risultato? Qualcosa di perfetto.
Il valore della cultura, tuttavia, non è andato completamente perso, ma appartiene veramente a pochi eletti, e i nostri tre ragazzi sono tra questi.
Nelle prossime indagini li vedremo veramente all’opera, e intanto, possiamo fare un pensierino sul fantasy e sulla fantascienza che ora, mentre io vi scrivo voi leggete, che potrebbero non essere così lontani dalla realtà.
Come procederanno le indagini?
  •  I ragazzi analizzano tutte le possibilità attraverso gli articoli e ipotizzano la maniera in cui agire
  •  I ragazzi iniziano a spiare chi ha potere
  •  Proponete voi
VOTA!Cambia il corso della storia
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mercoledì 2 settembre 2015

VORTICE

VORTICE

CULTURA D'ESTATE 86

No, oggi non vi parlerò del gelato Vortice di cui vediamo da tempo l'orrenda pubblicità, ma di una mia poesia che ho scritto ieri.
Qua ve la propongo. Come vi pare?

VORTICE

Il vortice della carnagione
Apporta in me il magone
E quando salgo sul vagone
Lo vedo! O come d'aggressione!

Pullula d'ignara gente
E' ben saldo nella mente
Sai che cosa lui sente?
Forse praticamente niente

Ma qual pudore
trattiene l'ardore
Di gridare alle corone?

E d'improvviso l'ascia
che sia, raggiunge la fascia

Un attimo, e la rilascia

letteraturarossa.altervista.org

Ecco il link al nuovo sito(E' sempre lo stesso, lo faccio per chi ancora non lo sapesse):

letteraturarossa.altervista.org

E fateci un salto!

martedì 1 settembre 2015

LETTERATURA ROSSA

Ricordo a tutti il nuovo link al sito:

letteraturarossa.altervista.org

H.P. LOVECRAFT

H.P. LOVECRAFT

CULTURA D'ESTATE 85


Buongiorno a tutti!
Oggi vi voglio parlare di un grande scrittore americano, che sicuramente conoscerete, e penso proprio che almeno un suo racconto l'avrete letto.
Lovecraft, l'inventore di Ctulhu, quello che ha scritto La tomba, Nella cripta, Il vecchio terribile...
Insomma, uno di quei geni che capitano una volta ogni duecento anni.
Molti lo paragonano a Poe. Per me il paragone non regge perché il maestro Edgar non si tocca, ma se leggete un racconto dello scrittore di cui parliamo oggi, vedrete la sua capacità di creare un ambiente perfetto. 
Le vicende hanno forse meno fantasia, ma uno si riesce più che mai ad immedesimare in un suo racconto.
Molti lo criticano per il suo razzismo. Se da una parte è giustificabile perché lui fu figlio del suo tempo, dall'altra già dal secolo precedente persone come Whitman urlavano il diritto dei neri. Lui mostra razzismo anche verso ebrei ed italiani ed in generale chiunque non fosse statunitense.
Poi, però, con l'avvento del fascismo e le violenze ad esempio sugli ebrei, almeno su questi ultimi si dovette ricredere.
Per il resto morì nel 1937, una vita sicuramente dignitosa, anche se poteva ottenere e poteva effettivamente fare di più.
Ha iniziato a scrivere relativamente tardi, anche cose non importanti, per riviste varie, prima di impegnarsi veramente e scrivere quei racconti che oggi sono divenuti famosi(O anche romanzi brevi: si pensi a "La casa stregata").
Orbene, cari lettori, dopo questa breve introduzione in cui, un po' per non dilungarmi, un po' perché mi criticate per i copia e incolla, non ho voluto proporvi neppure uno di questi ultimi. E vi voglio fare un piccolo regalo.
Secondo voi a quel tempo(Ai tempi di Lovecraft) esistevano le interviste?  La risposta è sì. E l'unico video che ci è rimasto in assoluto dello scrittore è proprio un'intervista, del 1934, tre anni prima della sua morte. In questa lui espone il pensiero e le idee per i suoi racconti. Vedrete nel video che il tipo giapponese che ci ha regalato l'intervista fa di lavoro il biografo proprio dello scrittore che oggi abbiamo preso in analisi.

lunedì 31 agosto 2015

EDGAR ALLAN POE

EDGAR ALLAN POE

CULTURA D'ESTATE 84


Qualche giorno fa ho pubblicato su letteratura rossa, della quale vi voglio ricordare il link, come ogni giorno(E vi raccomando di farci un giro, di diffondere il più possibile e di lasciare dei commenti, mi fa molto piacere ed incentiva il lavoro):
letteraturarossa.altervista.org
dicevo, ho pubblicato un mio breve saggio sul grande scrittore americano Edgar Allan Poe.
Che dire, ne abbiamo parlato in moltissimi post del cultura d'estate, e anche prima, oggi vi faccio questo regalo, a conclusione del ciclo delle principali cose da sapere su di lui. Se mi avete seguito sapete di cosa parlo e perché è così importante(Potete anche fare un salto nella sezione aforismi e riflessioni).
Vi avevo promesso il saggio "Sull'etica": arriverà prima del cultura d'estate 90.
Dunque, ecco a voi il testo, e buona lettura!

EDGAR ALLAN POE
Edgar Allan Poe nacque a Baltimora, nel 1809 da due attori di media fama che giravano per il mondo a recitare.
Tuttavia nel 1811, quando il piccolo Edgar aveva solo due anni, la madre morì, e il padre lo abbandonò, ma in realtà anche questo morì di lì a poco.
A questo punto si trasferì dallo zio John Allan, da qui prese il suo altro cognome(L'altro lo prese da suo padre David Poe).
Lo zio era molto ricco, e si trasferirono con tutta la famiglia in Inghilterra per un periodo di tempi pari a quello degli studi di Edgar, che comunque venne espulso il primo anno di università per i suoi eccessi.
Leggendo i suoi racconti possiamo renderci davvero conto dell'enorme bagaglio culturale che quelll'uomo si portava dietro, tuttavia iniziò a fare uso di oppio per rimanere sveglio a scrivere le sue poesie.
I rapporti con lo zio si inasprirono sempre più. Edgar, fin da bambino era tormentato dalla morte e si svegliava nel sonno tormentato dai suoi fantasmi immaginari, e si sfogava scrivendo. Lo zio era contrario a tutto questo e iniziò ad insultare Edgar e a fargli pesare la scuola: le poesie che scriveva influivano sul suo rendimento scolastico. Inoltre non è mai andato d'accordo con i suoi compagni, che lo chiamavano raccomandato, perché suo zio era ricco.
A soli dodici anni il giovane Poe si innamora di una sedicenne che aveva iniziato a frequentare. Di lì a breve non la rivedrà più, infatti questa era malata mentalmente e ora veniva chiusa in casa. Finché un giorno morì, e Edgar passava il tempo sulla sua tomba a piangere. Dopo l'espulsione dall'università Poe torna in America con tutta la sua famiglia, nei pressi di Filadelfia, e Edgar, non sopportando più le lamentele di John Allan, si trasferisce da una zia, che lo accoglie a braccia aperte e con entusiasmo.
E qui ritrova il suo fratello, che non aveva più visto dai tempi dell'infanzia, gravemente malato di tubercolosi, oramai all'ultimo stadio.
Qui Edgar comincia a corteggiare tutte le ragazze che gli capitassero a tiro, anche la fidanzata del fratello ancora vivo.
Ed inizia a scrivere poesie per le sue fidanzate, tutte lusingate e incantate dal fascino di questo giovane, fisicamente di bell'aspetto.
Quindi aumenta il suo consumo di oppio e inizia anche a scrivere i primi veri racconti. E' di questo periodo “Il manoscritto ritrovato in una bottiglia” che venne premiato, e apportò al giovane Poe ben sessanta dollari, cifra che a lui pareva molto alta.
Un mattino si sveglia e il fratello muore, la zia conta su di lui.
Passano così alcuni anni in cui Edgar scrive i primi racconti che diventeranno famosi. In questo periodo alternerà momenti di depressione ed isolamento a momenti di apertura verso gli amici e le donne.
Poe ha ventinove anni, sposa la cugina Maria Clemm, appena quattordicenne e malata di tisi. Lui è veramente innamorato e quando la perderà, non molto più avanti, avrà un periodo di terribile depressione. Ma la vita riservava ancora tante sorprese per lui, tanto che ebbe da riprendersi ed andò a lavorare per alcune riviste. La sua presenza era molto apprezzata dagli editori e Edgar vive un periodo d'oro, in cui non ha certo problemi economici. Tuttavia poi inizia a scrivere articoli con insulti e critiche troppo pesanti a personaggi della letteratura famosi per quel tempo.
In particolare, uno di questi accetta la sfida, e, sul giornale Graham si sfidano con dei racconti, e a critiche professionali.
E' di questo periodo e sul quel giornale la pubblicazione di ”Una discesa nel Maelstrom”, il primo suo racconto fantastico.
Poe è considerato l'inventore del genere giallo, il consolidatore del genere horror, e alcuni suoi racconti ebbero i primi elementi di fantasy e fantascienza, che nasceranno decenni dopo la sua scomparsa.
Scrive anche un'opera teatrale in undici scene, ma solo cinque di queste sono state da lui approvate, e quindi l'opera non è mai stata rappresentata, se non a Roma, nel 2009, con una prima di tutte le undici scene, revisionate da un traduttore italiano.
Scriverà anche un romanzo, le avventure di Gordon Pym, che gli vale la fama, che inizia a fare girare la sua immagine per l'America e per il mondo. Qui nasce la sua profonda amicizia con Baudelaire. Quest'ultimo tradurrà tutti i lavori di Poe in francese e li farà conoscere al resto del mondo.
Edgar stava anche scrivendo un secondo romanzo, ma morì troppo presto per ultimarlo.
Poe sfogava tutte le sue sofferenze per le perdite delle persone care nelle poesie, si veda ad esempio Annabel Lee, e successivamente il Corvo, sul quale sarà doveroso tornare.
Dopo le sfide al Graham's, i suoi articoli sono diventati troppo pesanti e lui viene espulso, tornando nuovamente povero. Tuttavia questo fu il periodo più produttivo, vediamo alcuni dei suoi racconti più famosi.
Il gatto nero è forse il più famoso, sono stati girati diversi film e cortometraggi, tra cui ricordiamo Due occhi diabolici, film di George Romero e Dario Argento(Comprendente anche la transposizione del racconto La verità sul caso del signor Valdemar). Nel gatto nero è evidente la perversione, e il pensiero degli assassini.
Il cuore rivelatore è un racconto più breve, ma in qualche modo simile al gatto nero, si narra della pazzia di un uomo, che arriverà ad uccidere, e a confessare, ma questa volta il racconto sarà più irreale.
La verità sul caso del signor Valdemar, già citato sopra, ebbe un enorme successo tra il pubblico americano, tanto che Poe dovette intervenire per dire che quanto narrato nel racconto non era vero e proveniva solo dalla sua fantasia.
L'uomo della folla, in cui un uomo decide di pedinare un altro uomo per capire chi fosse, ma l'uomo continua a girare, per giornate intere per la città, senza fermarsi e senza accorgersi di essere pedinato, alla fine il protagonista si metterà davanti a lui, che lo ignorerà, infatti questo personaggio è l'uomo della folla, destinato a camminare per sempre nell'indifferenza generale e caotica del mondo di oggi.
Passano gli anni, muore anche la zia di Edgar, che, triste, è costretto a tornare dallo zio, povero in canna. Allan lo accoglierà, anche se malvolentieri.
Edgar si innamora poi di un'altra donna, torna a scrivere e torna sulla scena letteraria nazionalee andrà a vivere con questa.
La sua donna, però, è costretta a fare un viaggio. Nel frattempo Poe tiene conferenze, scrive per i giornali e scrive racconti, poi inizia ad essere inqueto, temendo per le sorti dell'amata, fino ad autoconvincersi che quella era morta. Si isola di nuovo, e nonostante arrivi una lettera della sua cara che cercava di rassicurarlo lui non le crede ed impazzisce. E' di questo periodo la sua citazione:”Sono diventato pazzo con lunghi periodi di orribile sanità”(I became insane with long period of horrible sanity).
E qui scriverà il Corvo, the Raven, importantissima poesia che farà il giro del mondo, oggi forse il suo lavoro più conosciuto.
In seguito a quella poesia scriverà forse il suo ultimo lavoro, il saggio:”Il principio poetico”, in cui spiega il significato del corvo.
Cerchiamo di seguire insieme le tappe:
Una volta a mezzanotte, mentre stanco e affaticato,
meditavo sopra un raro, strano codice obliato,
sentii un romore alla mia porta
un viatore, un pellegrino, bussa, dissi, alla mia porta
solo questo e nulla più
Così si apre, secondo una della traduzioni, la poesia.
Notiamo subito il bussa, dissi, alla mia porta, qui possiamo notare che il ritmo è lento, e man mano andrà accelerando.
L'ultimo verso della poesia è solo questo e nulla più. Diamo particolare rilievo al nulla più, poi vedremo perché.
Cogliamo i passagi calienti della poesia, e riassumiamo il resto.
Il protagonista va ad aprire alla porta, ma c'è un gran bujo e nulla più.”Il silenzio pur non fu\e solo un nome si sentì gemere:”Lenora!”\ io lo dissi ed a sua volta rimando l'eco “Lenora”, solo questo e nulla più”.
Qui si introduce il nome della raggiante santa vergine Lenora, la sua amata, e, come si apprende già da prima di questo passaggio, Lenora è morta(E qui nome or non ha più), e il protagonista cerca di trovare pace, proprio come Poe in quel periodo, convinto che la sua metà fosse morta.
Una volta che il protagonista è rientrato in casa, “qui dischiusi i vetri” ed ecco entrare il nostro corvo, tronfio e pettoruto, “dall'età la più solenne” che scese al busto di Minerva collocato sopra alla porta del protagonista, “scese, stette e nulla più
Il protagonista allora inizia a parlargli e conclude chiedendo”Quale nome danno a te, a corte di Re Pluto?” e il corvo rispose:”Mai più!”
Mi stupì che quell'infausto augello avesse la parola
e benché quelle fossero sillabe sconnesse
(…)
Con un nome tal:”Mai più”.
Andando avanti il protagonista dice che altri suoi amici l'avevano lasciato, non sarà giunta l'alba che egli pur m'avrà lasciato, ma il corvo repentinamente risponde:”Mai più, mai più!”
A questo punto si può capire che il corvo diceva mai più mai più, perché non l'avrebbe mai più lasciato, mentre il protagonista affermava il contrario.
A chi tale ritornello l'addestrò
sarà stato sì infelice
che ogni suo canto più bello
andasse a concludersi in un “Mai più”
Allora continuano le domande al corvo, e lui risponde mai più, sempre, finché il protagonista non esclama: “Profeta, spettro o augello profeta ognora\o l'Averno t'abbia inviato o una raffica di bora\t'abbia, naufrago sbalzato in quest'antro di sventure\dì a quest'anima che ti implora, se mai\nel lontano Eden lassù\ potrà unirsi ad un'ombra cara, che chiamavasi Lenora\mormorò l'augel:”Mai più!”
Quindi l'uomo porge queste domande, ben consapevole della risposta dell'augello, come per averne una conferma, per capire che non potrà mai più rivedere la sua amata, ma continua a fare domande, pur invocando il ciel sovra noi teso
E la mia anima, stretta all'ombra di quel circolo maliardo
non potrà surger, mai più
Con questi versi si conclude la poesia, in poche parole il protagonista è morto, stroncato dal dolore che quel'infausto augello aveva portato nella sua dimora.
Nel saggio Poe chiarisce che non vuole sia riconosciuta l'originalità per quanto descritto, ma piuttosto per le figure retoriche che ha inserito nella poesia, che sono geniali, ma si perdono nella traduzione, e soprattutto dalla lunghezza dei versi, e dell'ultimo verso, di lunghezza appena 3,5(Nella versione inglese), quindi ben incisivo. Il 3,5 è riferito ad un sistema metrico americano basato sulle stanze, da noi è desueto.
Geniale, no? D'altronde forse non è un caso se si chiama POEsia ed esistono i POEti, fateci caso, anche in inglese poesia è POEtry.
Dopo la poesia, per la quale Edgar guadagna solamente nove dollari, Poe entrerà nell'ultima fase di depressione che lo accompagnerà fino alla morte, rimasto il suo ultimo mistero.
Fino a qualche mese prima aveva avuto tentativi di suicidio, ma non erano riusciti, e una sua zia(Un'altra ancora) l'aveva accudito, tenendolo a letto tutto il giorno e tenendogli la mano standogli sempre al fianco. Bastava che ella si allontanasse un attimo che Poe era colto dal terrore.
Tuttavia Edgar sembra lentamente riprendersi, ma le sue condizioni di salute sono precarie. Il giorno antecedente alla sua ultima sventura si recò ad un seggio per votare. Alcuni pensano sia stato vittima di uno di quei teppistelli che per fare votare il proprio partito, anche più volte, drogava chi veniva a votare per manipolare(Alcune persone sono morte così), fatto sta che l'indomani fu ritrovato in un parco di Baltimora agonizzante, a terra, con vestiti troppo grandi per essere i suoi, un uomo diede l'allarme e Edgar fu subito portato all'opedale dove rimase per tre giorni, rifiutando acqua ed alcol e chiedendo solo che gli venisse sparato un colpo al cervello. Voleva morire, ed alla fine ha avuto quel che voleva. Una mattina, il 7 ottobre 1849 alzò gli occhi al cielo e mormorò:”Signore, aiuta la mia povera anima” e spirò.
Fu scritto sul referto della morte, nella sezione cause:”Delirium tremens”, e si sparse la voce che fosse morto per via dell'alcol. In realtà questo non è possibile perché Poe era astemio, e questo è stato accertato.
Nessuno saprà mai che cosa sia successo, un'altra ipotesi accreditata è che avesse la rabbia, data la grande quantità di animali che lui teneva in casa.
C'è chi afferma che ad essere ritrovato non fu Poe, ma un sosia, parlando di incongruenze con le foto di Poe, un anno prima che lui morisse, disponibili e reperibili sul web,e quelle della salma di Poe, fotografata con un prototipo di macchina fotografia, che era stata inventata nel 1839 a Parigi ed iniziava a diffondrsi. Per chi volesse giocare al dtective ne avrebbe di lavoro.
Nel 1930 venne fatta un autopsia sul corpo di Poe, che non portò risultati.
La sepoltura di Edgar avvenne in un piccolo cimitero, vicino ala tomba del padre, ma ventisei anni dopo fu dedicata una tomba ben più bella ed importante nel centro di Baltimora. Non molti sanno che durante il trasferimento la salma cadde a terra e i poveri resti si sparsero in mille direzioni. Inutile dire che i fan, accorsi per l'occasione iniziarono a raccogliere il loro macabro bottino.
Quindi oggi non abbiamo a disposizione tutto il corpo dello scrittore, ma solo una parte, e forse è anche per questo che l'autopsia non ha potuto ajutare più di tanto.
Due giorni dopo la sua morte uscì un articolo, che fece il giro d'America, di quel vecchio rivale di Poe, che lo sfidò al Graham's, il primo necrologio di Edgar. Lo scrittore veniva descritto come un alcolizzato sciupafemmine, tanto che chi lo scrisse non ebbe neppure il coraggio di firmarsi col suo nome, ma adottò uno pseudonimo. Tuttavia, è chiaro che, ad oggi, vinse la sfida Poe, e il suo rivale è ora noto per essere stato il primo a scriverne dopo la sua morte.
Questa la sua tomba, è stato sepolto insieme alla cugina Maria Clemm.

Per una sessantina d'anni venne ogni anno, ogni 19 gennaio, compleanno di Poe, un certo individuo, ben coperto, il cosiddetto Poe's Toaster. Questa figura è avvolta nel mistero, e ad ogni sua visita lasciava fiori, disposti secondo un preciso ordine d'innanzi alla tomba, e brindava(Infatti Toaster in italiano si tradurrebbe con brindatore) lasciando il ruhm in avanzo davanti alla tomba. Talvolta lasciava anche bigliettini misteriosi, con messaggi del tipo:”La torcia sarà passata” che nessuno studioso è mai riuscito a spiegare. Nel 2009, proprio nel bicentenario dalla nascita di Poe, il misterioso personaggio non è più tornato, probabilmente è morto.
Edgar Allan Poe, ogni giorno mi stupisce di più, e anche a quasi duecento anni dalla sua scomparsa, continua a lasciare misteri.

Quando la scienza non riesce a spiegare
quello che grandi artisti come
Edgar Allan Poe volesseno dire
lascia soluzioni senza senso”
Pierangelo Baratono, biografia di Poe.